SCENA I.

ANNA e DIONIGI.

(Dopo qualche istante di silenzio e di vuoto, Anna vien fuori dalla sua camera.)

Anna

(ha in mano un lume, che pone sopra un tavolino. Guarda, inquieta, alla finestra. S'accosta alla porta comune, e chiama:) Antonio!... Antonio!... (Poi, tra sè) No. Nessuno!... Ritarda molto!... (Si avvicina al tavolino, pensa e mormora con rabbia, risolutamente: ) E sia!... Egli continua a tradirmi; io comincio a vendicarmi.

Dionigi

(entra dalla porta comune, e, leggero leggero, senza farsi vedere nè sentire, le si annunzia dandole un bacio sulla spalla.)

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Anna

(voltandosi) Oh! Che paura!

Dionigi

(stringendole con effusione ambo le mani) Adorabile! Adorata!

Anna

Sì, sì, adorabile e adorata, ma siete venuto troppo presto.

Dionigi

Sono le undici e venti minuti. Ho visto un po' di luce qui.... Non era il segnale stabilito?

Anna

Ah? Questo era il segnale stabilito? O Dio, me n'ero dimenticata! Che volete! È la primissima volta.... Se non mi ci abituo! E poi, già, con la mia testa, non riuscirò mai a ricordarmi di certe minuzie... Intanto, Antonio, il servo, non è ancora di ritorno. Non so.... Io ho un po' di emozione...

Dionigi

Fatevi coraggio.... Giù, al piazzale, ho veduto io stesso che vostro marito è montato in carrozza con le due valigette....

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Anna

E non con Antonio?

Dionigi

Sì, anche col servo.

Anna

L'ho mandato io ad accompagnare Arturo sino alla stazione... per assicurarmi della partenza: capite?

Dionigi

Capisco.

Anna

Non si sa mai! E se Antonio non viene a dirmi d'averlo lasciato lì, in treno, ben dentro un vagone, io non posso chetarmi. Una pusillanimità insopportabile, non è vero?

Dionigi

Io ci trovo, invece, un cachet particolare, che agli occhi miei vi rende più preziosa!

Anna

Senonchè, badate, in me non producono fastidio che i sotterfugi puerili, i pericoli piccini e lontani.... Essi mi umiliano, e mi fanno diventare paurosa... [pg!212] Mentre, poi, nell'imminenza d'un pericolo imponente, (con molta animazione) io sarei grande, sarei un'eroina!

Dionigi

(ha un volontario moto di preoccupazione.)

Anna

... E ciò vi seccherebbe infinitamente!

Dionigi

Io non l'ho detto!

Anna

Perchè non sarebbe stato molto chic il dirlo....

Dionigi

Ma io....

Anna

(interrompendolo) Non vi sforzate a protestare. Non c'è scopo! Vi preferisco come siete: cioè poco adatto ai solenni avvenimenti; grazioso, galante, superficiale, di quella gaia superficialità tutta giovanile e tutta sincera che è tanto diversa dalla mia... dietro cui si nasconde, aimè, un disastro....

Dionigi

(spaventato) Quale disastro?!

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Anna

Non ci badate. Io vi preferisco proprio come siete, più abituato ai passatempi che all'amore, più esperto di cavalli che di donne, e più innamorato di voi stesso che di me.

Dionigi

Mi giudicate male!....

Anna

Non dovreste lamentarvene se, appunto giudicandovi male, io mi sono decisa... a tutto. Non mi rivolgo forse a voi con la speranza che una doccia della vostra frivolezza mi dia la salute? (Prendendoselo a braccetto confidenzialmente) Anzi, sentite, buon Sandro: quando... qualche nuvoletta mi passerà sulla fronte — ammesso che ve ne accorgiate — il che non credo —, non ve ne impensierite e andate avanti, sempre avanti!...

Dionigi

Sempre avanti!

Anna

Intenderete che non può non rattristarmi il fenomeno di questo mio marito, che si ostina ad essere mio marito e che è poi capace di lasciarmi in balìa di cinque uomini per recarsi a ripescare una... delle sue migliori amiche!

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Dionigi

È poco elegante da parte sua!

Anna

Vedendolo partire, ho avuto l'impeto (con violenza) di gittargli sul viso il biglietto con cui voi, in vista della partenza, mi proponevate l'appuntamento di stasera....

Dionigi

(allarmandosi) Oh!!!

Anna

Ma ho pensato che ciò non sarebbe stato....

Dionigi

... di buon gusto....

Anna

(dissimulando subito l'amarezza in un falso sorriso) Ecco... Ed è perciò che mi son trattenuta. È innegabile che io non avevo il diritto di cacciarvi in una tragedia!

Dionigi

Certamente no! (Correggendosi) Per un uomo come me — ne siete persuasa — la maggiore noia cagionata da una imprudenza non è nè il ricevere nè il dare un colpo di spada; ma è, senza dubbio, il [pg!215] compromettere una donna, una dama come voi. Vi amo, Anna, credetemi. Vi amo, oramai, (con ardore) e sono e voglio essere tutto dedito a voi: umile, devoto, pronto a sacrificarvi le mie abitudini, i miei passatempi....

Anna

(intonandosi a lui, ironicamente)... i vostri cavalli....

Dionigi

(continuando, in buona fede, con espansione) Sì, anche i miei cavalli; ma, per carità, che mai uno scandalo, mai una tragedia venga ad offuscare il vostro nome o a far dubitare della mia delicatezza di gentiluomo!

Anna

Vi confesso, mio caro Sandro, che questa vostra scrupolosità di persona estremamente corretta non era nel programma da me... sognato: ma giacchè, se non mi sbaglio, mi piacete lo stesso,... vada pure per la correttezza! E,... «puisque ce n'est qu'un rêve» — come dice la Belle Hélène —,allons!»

Dionigi

Molto chic!

Anna

(tendendo gli orecchi) Una carrozza s'è fermata qui vicino. È Antonio che ritorna.... Respiro. Sarà meglio che il brav'uomo non vi trovi con me, a quest'ora....

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Dionigi

Dove volete che mi nasconda?

Anna

(guardandolo con grazia e furberia e indicando le sue stanze) Lì!

Dionigi

Ah! (Baciandole le mani) Grazie! Grazie!...

Anna

(mettendogliene una sulla bocca) No, non mi ringraziate.... Non sarebbe di buon gusto....

Dionigi

Ah, sì, è vero! (Esce a sinistra.)

Anna

(chiamando) Antonio! Antonio!