SCENA II.

ANNA ed ARTURO.

Arturo

(entrando con brio) Ma che Antonio! Sono io.

Anna

(colpita) Come! Tu!

[pg!217]

Arturo

Antonio è rimasto di là. L'ho mandato a dormire.

Anna

Non sei partito?!

Arturo

(con schietta spensieratezza) Evidentemente, non sono partito. Mi fai certi occhiacci di maraviglia....

Anna

(imbarazzatissima, ma padroneggiandosi) È una cosa abbastanza strana. Ti sei data tanta pena per prendere il treno di mezzanotte....

Arturo

Naturalissimo! Mi premeva di partire.

Anna

E poi?

Arturo

E poi non mi premeva più. Quasi presso la stazione ho incontrato il fattorino del telegrafo, il quale s'avviava comodamente a portarmi quassù un dispaccio. Per fortuna, mi ha visto e mi ha riconosciuto. E quando ho letto il telegramma,... che era un contrordine... del mio notaio,... sono tornato indietro. Nè più, nè meno.

[pg!218]

Anna

E... dov'è questo telegramma?

Arturo

(sorride) Ah ah!... Dubiti come di solito? (Mostrando il dispaccio da lontano) Eccolo qua.

Anna

È permesso di leggerlo?

Arturo

Perfettamente permesso. (Quasi glielo porge.) Ma non è indispensabile che tu lo legga. (Se lo caccia in tasca.)

Anna

Non lo leggerò.

Arturo

Di': che avevi pensato? (In caricatura) Ch'io fossi ricorso all'espediente della falsa partenza per piombarti addosso all'improvviso e per sorprenderti nell'ora... «dei delitti e degli amori»?

Anna

Oh, questo no! Giuro che no. So bene che le cose di questo genere... non ti somigliano. Soltanto, sono convinta che quel telegramma... non è del notaio.

[pg!219]

Arturo

Gelosa!

Anna

Chi?

Arturo

Tu.

Anna

Questo ci mancherebbe, adesso!

Arturo

Nondimeno, (le si avvicina, e le carezza il mento) tu sei un pochino in collera con me.

Anna

In collera, io, con te?! Non sarebbe di buon gusto.... Cioè, no.... Volevo dire: non sarebbe... giusto.

Arturo

(mettendosela a braccetto) Vuoi.... provarmelo di non essere in collera?

Anna

Con entusiasmo; ma... in che modo?

[pg!220]

Arturo

Me lo domandi?...

Anna

Ah!... ho bell'e capito: io... invece del... notaio.

Arturo

Che c'entra il notaio?!

Anna

Sì sì... la persona del telegramma, insomma.

Arturo

Ma che dici! (Affettuosissimo, conducendola pian piano verso la porta a sinistra) Se anche sospetti che quel telegramma sia... di una donna, tu non devi parlare così, perchè non devi ammettere che ti si possa confondere con nessun'altra donna al mondo!

Anna

(dissimula l'intima acredine e simula la medesima cordialità di lui.) Sei troppo buono!

Arturo

(desiderosamente, concretando) Dunque?...

[pg!221]

Anna

(con trepidazione profonda e preparando il suo piano) Sia fatta la volontà tua! (Fermandosi di botto presso la porta) Però....

Arturo

Però?

Anna

Io non avevo pensato neanche vagamente che tu avessi organizzata una falsa partenza per sorprendermi in flagranza di... tradimento. Ma... questa tua repentina recrudescenza coniugale mi fa pensare adesso ciò che non avevo pensato prima.

Arturo

Perchè?

Anna

Perchè... tu hai una voglia matta di entrare in quella camera.

Arturo

Sì, non lo nego; ma... per una ragione... molto più allegra.

Anna

È inutile, è inutile: più parli e più sento nella tua voce l'ansia e il tormento di chi, invaso da un dubbio atroce, è avido di vedere, di cercare, di frugare...

[pg!222]

Arturo

Ma tu vaneggi! Io non sono stato mai tanto tranquillo come questa sera.

Anna

Ebbene... (si stacca da lui, e, con energia, chiude l'uscio, come ha fatto al secondo atto, mettendo in evidenza un'emozione da commediante che nasconde quella vera)... se desideri ch'io mi persuada d'essermi ingannata, non entrare in quella camera!

Arturo

(dopo un istante di riflessione, battendosi la fronte e schiamazzando con giocondità trionfale) Ah, perbacco, ci sono! Stai ricominciando la burletta famosa di quella sera![4]

Anna

No....

Arturo

Ti dico di sì! Tu mi monti la macchina.... Mi metti dinanzi la trappola.... Ma questa volta, per quanto è vero che io sono qui, non mi ci pigli!

Anna

Ne sei sicuro?!

[pg!223]

Arturo

Fatica sprecata!...

Anna

Eppure, rifletti un po': che manovra carina sarebbe il fingere una burletta come te la feci quella sera, per nascondere veramente qualcuno!

Arturo

Tu sei una gran furba....

Anna

Lo so.

Arturo

E dopo questa minaccia, nessun marito resisterebbe alla tentazione di far capolino lì dentro....

Anna

(sussultando) Lo vedi?!

Arturo

Ma io..., per non farti divertire a mie spese, non voglio nemmeno guardarlo quell'uscio! In trappola, mia cara, non ci capito più!... E, rinunziando a ciò che stasera molto mi sorrideva,... rimando la continuazione a un'altra volta.

[pg!224]

Anna

(rassicurandosi e fingendosi piccata) Nulla di urgente, eh?

Arturo

(ride) Ah ah ah! L'hai voluto tu! Tienti il tuo seduttore... o il tuo sedotto.... Io mi rassegno alla mia cameretta da scapolo.... (Andandosene, ride sempre più forte) Ah ah ah....

Anna

(con un sincero scatto nervoso) Via, non ridere troppo!

Arturo

Non mi ci pigli! Non mi ci pigli! Vado a dormire... coi miei pensieri.... È la minore punizione ch'io ti possa infliggere. Ah! ah! ah!... Volevi farmi il bis della canzonatura, volevi? Ma me n'è bastata una! (Sulla soglia) Io ti saluto,... traditrice!

Anna

Va' là.... chè dormirai sulle spine....

Arturo

E tu non certo sulle rose! Ah ah ah! (Ridendo e ridendo, esce a destra, e chiude l'uscio.)

Anna

(in un misto di alterigia, di pietà e di disprezzo, resta a guardare l'uscio chiuso.)

[pg!225]