SCENA V.

ARTURO, ANNA, ALBENGA, SALVETTI, RIVOLI, D'ALMA, DIONIGI.

Arturo

(entra, inchinandosi appena.)

Anna

I miei amici stanno per partire....

Arturo

Ah?

Anna

... e hanno espresso il vivo desiderio di salutarti....

Arturo

Grazie....

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Anna

(rivolgendosi ai cinque) E a voi, signori, chiedendo scusa d'una mistificazione innocua, il perchè della quale è un piccolo segreto domestico, io presento, tardi ma in tempo, il marchese di Fontanarosa, mio marito.

I cinque

(hanno un moto istantaneo di meraviglia e di gioia.)

Rivoli

Come come come come?!!...

Salvetti

Vostro marito!

D'Alma e Dionigi

Vostro marito!

Anna

Ne vorreste le prove?

Albenga

Ma che prove! Ma che prove! Se si vede a colpo d'occhio!

I cinque

(circondano Arturo, stringendogli la mano con effusione.)

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Salvetti

Oh, che bellissima sorpresa!...

Rivoli

Una sorpresa deliziosa!

Dionigi

Molto di buon gusto, parola d'onore! Molto chic!

D'Alma

La marchesa non poteva offrirci nulla di più geniale!

Albenga

Io sono indicibilmente felice di conoscere di persona un uomo che, attraverso uno squisito temperamento di moglie entusiasta, il mio intuito aveva già saputo apprezzare!

Arturo

(commosso) Lor signori mi mortificano. In fede mia, non mi aspettavo un'accoglienza così cordiale, così festosa, perchè,... siamo schietti,... un marito che arriva dove e come sono arrivato io, è peggio d'una tegola sul capo!

Tutti

(protestando) Ooooh!

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Salvetti

Un marito come lei non è mai una tegola!

Arturo

(continuando) Ma loro hanno dello spirito... e fanno buon viso a cattivo giuoco....

Albenga

Noi riconosciamo i diritti del primo occupante, marchese.

(Si ride.)

Arturo

Ed io mi auguro che della strana e allegra finzione dovuta... a una capricciosa testolina, loro non portino un troppo cattivo ricordo, lasciando questi luoghi....

Rivoli

(con uno slancio straordinario della sua voce esigua) Lasciare questi luoghi ora che lei si unisce a sua moglie?!

(Gli altri continuano con un crescendo.)

Salvetti

Ma neanche per sogno! Neanche per sogno!

Dionigi

Sarebbe una scortesia fatta proprio a lei, marchese....

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D'Alma

Una indelicatezza gratuita!

Albenga

Un affronto imperdonabile!

Salvetti

Io non mi movo di qui!

D'Alma

Io ci resto con passione!

Rivoli

Io mi c'inchiodo!

Anna

(che sinora ha ascoltato, tormentandosi della grulleria del marito) Ma scusate.... E tutti gli affari urgentissimi?... Le conferenze feministe? Il meeting di corse?... I cavalli da trenare?...

Salvetti

Non erano che pretesti, si capisce, e non ve ne facciamo certo un mistero... Al cospetto di un amante, noi dovevamo fuggire; (con la massima galanteria) ma al cospetto d'un marito, noi non dobbiamo che restare! (Ad Arturo) Non è giusto, marchese?

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Arturo

(a denti stretti) Non si potrebbe essere più corretti di così. (Rianimandosi, con sincerità) Questa è davvero una gentilezza sconfinata,... una gentilezza così finemente cavalleresca... che io non so come ringraziare,... non so come esprimermi... non so come dimostrar loro la mia commozione....

Salvetti

Ma che commozione! Ma che dimostrare! Lei non deve (scandendo le sillabe) di-mo-stra-re niente! Noi inaugureremo ben presto la nuova êra della colonia: l'età dell'oro! E lei (ad Arturo) non deve fare altro che pensare alle sue nuove prerogative. Sino a oggi, sua moglie è stata la nostra regina; spetta a lei, marchese di Fontanarosa, di essere il nostro re!

Arturo

(con graziosità e buona fede) E spetta a loro, che io eleggo a ministri, di prepararmi degnamente il discorso (accennando un po' il proprio capo)... della corona!

(Tutti ridono, eccetto Anna.)

Arturo

(continuando) E poichè hanno deciso di restare, non stiano più a disagio. Prego:... si accomodino.... Prego:... non facciano complimenti.... Seggano!

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Rivoli

(sùbito) Bravo! Sediamo! (Sta per sedere sulla poltrona più comoda, su cui era già pronto ad abbandonarsi.)

Salvetti

(tirandolo su immediatamente) Su! Su, Rivoli! Non è questo il momento di sedere!...

Arturo

(cerimoniosissimo) Ma perchè no?... Io desidero che la mia presenza non sia d'impaccio a nessuno; io desidero che tutti riprendano le loro abitudini, liberamente, senza preoccupazioni. Non voglio diventare il loro cauchemar! E appunto perciò (con la viva speranza di riescire a mandarli via) se in questo momento lor signori preferiscono, come credo, di ritirarsi, oh!, si servano, si servano pure. Io non mi permetterò di trattenerli. Avremo tutto il tempo di stare insieme... stasera... domani... dopodomani....

Salvetti

No, no, no, no, no! Noi non vogliamo e non dobbiamo essere insensibili a tante cordialissime premure. Non se ne parli più, marchese, non se ne parli più. (Rivolgendosi agli altri, ad alta voce, e indicando Arturo) Una volta che egli lo vuole, facciamo a modo suo! (Siede.)

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Arturo

(lo guarda con sorpresa.)

Rivoli

Quello che già pensavo io: facciamo a modo suo. (Siede e si sdraia.)

Arturo

(lo guarda con sorpresa.)

D'Alma

(enfaticamente) Ah, non è umanamente possibile dirgli di no! (Siede.)

Arturo

(lo guarda con sorpresa.)

Dionigi

È obbligantissimo! (Siede.)

Arturo

(lo guarda con sorpresa.)

Albenga

Irresistibile! (Siede.)

Arturo

(guardandoli ancora e rodendosi dentro e sforzandosi di fingere un vivo compiacimento) Ecco, ecco.... Così va bene! Così va benissimo! (Siede anche lui.)

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(Ora sono tutti seduti, in riga, di faccia al pubblico, e Arturo è alla testa della riga.)

Anna

(li osserva tra il malinconico e il comico.) (Un silenzio.) (Indi, prende una sedia nell'angolo più lontano della stanza, la trascina con lentezza e la colloca molto vicina a quella del marito, allungando così la riga. Siede a sua volta, si piega, tranquillamente, verso di lui, e gli domanda sottovoce:) Be'? Che ne dici?

Arturo

(si piega tranquillamente verso di lei, e, sottovoce, le risponde:) Che sciocchi!

Anna

Insuperabilmente!

Arturo

(sempre a bassa voce, approvando:) Tutti e cinque.

Anna

(nel medesimo tono, confidenzialissima:) Tutti e sei.

Arturo

(ha come un lieve soprassalto e si rimette diritto.)

Sipario.

[pg!209]

[ATTO QUARTO]

La medesima stanza. — È sera. — Buio.