SCENA II.

ANTONIO, ANNA, ARTURO.

Anna

(in elegante toilette di mattina, entra dalla sinistra e, vedendo Arturo, esclama.) Dio mio! Dorme ancora!!!

Antonio

(inchinandosi) Eccellenza!

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Anna

Portate una tazza di caffè al signore.

Antonio

Era pronta, eccellenza. (Via.)

Anna

(va dinanzi a uno specchio aggiustandosi i capelli.)

Antonio

(ritorna recando il vassoio con la tazza di caffè, e chiama con mitezza:) Eccellenza! Eccellenza!

Anna

Più forte, Antonio, più forte!

Antonio

(alzando la voce) Eccellenza!

Arturo

(con un soprassalto) Eh!... Che accade?

Anna

(assiste alla scenetta restando indietro, in modo che Arturo non la veda.)

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Antonio

Il caffè, eccellenza. (Gli mette la tazza davanti.)

Arturo

(tutto assonnato) Perchè il caffè? Ah già.... Ma no!... Ho forse dormito, io?

Anna

(avanzandosi) Hai dormito dieci ore! Per un marito che veniva a sedurre sua moglie, hai fatta una brillantissima figura!

Antonio

(esce.)

Arturo

Si dice che chi dorme non pecca. Io... non ho peccato.

Anna

(sospirando) E nemmeno io!

Arturo

(sorseggia il suo caffè.)

(Un silenzio.)

Anna

Hai finito di sorseggiare?

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Arturo

Finito.

Anna

E adesso, una buona stretta di mano e rimettiti in viaggio.

Arturo

Niente affatto, carina mia. Se credi d'essertela cavata con una tazza di caffè!...

Anna

(interrompendolo con bontà amicale) Ascolta, Arturo: tutto sommato, il tuo sonno è stato provvidenziale. Senza di esso, io avrei forse finito col commettere... una follia, e ciò mi avrebbe poi disgustata, per la semplice ragione che io non ti amo più e che tu non mi amasti mai. Intanto, visto che a questa faccenda dell'amore noi donne non abbiamo ancora il buon senso di rinunziare, ciò che presto o tardi dovrà accadere a me tu puoi prevederlo....

Arturo

A te non accadrà nulla, Anna, se nulla ti è accaduto sino ad oggi.

Anna

(incalzante) Ma nulla mi è accaduto sino ad oggi perchè gli uomini dei quali mi sono circondata non [pg!186] hanno saputo amarmi neppur loro. È inutile! Non se ne trova più uno che sappia amare!

Arturo

Ebbene, che speri? che vagheggi? che aspetti? Giacchè siamo tutti uguali, oggi è per te come ieri, domani sarà come oggi. E tu passerai di delusione in delusione aspettando la mosca bianca, l'araba fenice, l'uomo eccezionale, il nuovo apostolo dell'amore!...

Anna

(incalzando ancora più) E quando avrò atteso lungamente l'uomo eccezionale che non c'è, verrà un giorno in cui, non potendo più rassegnarmi alla rinunzia, mi deciderò a transigere.

Arturo

Transigi con me, dunque, bambina mia, e se non avrai conseguita tutta la felicità che sognavi, avrai in compenso compiuto il tuo dovere di donna onesta!

Anna

Questo è ciò che più accomoderebbe a te....

Arturo

E anche a te, se la transazione è inevitabile....

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Anna

(recisamente) Io comprendo che si possa transigere con un amante, ma con un marito mai!

Arturo

Hai torto, perchè con un marito, almeno, la cosa resta in famiglia!

Anna

Arturo, non impedirmi di volerti salvare. Ti ho già mascherato al cospetto di quei signori per non subire la imposizione della tua presenza. Non hai che a profittare del mio espediente così ben riuscito per andartene in santa pace. Separato da me, checchè avvenga, tu sarai... abbastanza salvo: se non altro, nessuno potrà ridere alle tue spalle. Ma vicino a me, che cosa ci staresti a fare? O diventeresti il solito marito ingannato, o saresti l'eterno candidato all'inganno!

Arturo

Spauracchi bambineschi! L'adulterio, cara mia, ha fatto il suo tempo.... Oramai, le mogli pervertite tradiscono i loro amanti per i loro mariti, e quelle virtuose, come te, per i loro mariti tradiscono i loro adoratori. Che cosa starei a fare vicino a te?... Starei a dimostrarti che un matrimonio non si liquida come si liquiderebbe un bazar: no, no, perbacco!, e che io (con serietà energica) ho qui una moglie alla quale non mi piace di rinunziare, e ho un diritto che voglio esercitare!

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Anna

Ah!... Lalà!... Se tu avessi... cominciato col parlarmi così, io non avrei avuto niente a ridire! (Risatina) Un diritto da esercitare? È la legge, dunque, che invochi? Niente meno che la legge?!... Ma va benissimo. Siamo d'accordo! Ed io ti esorto a non perdere più un minuto di tempo e a prendere possesso immediatamente del tuo ufficio. Soltanto, deploro che per riconquistarmi tu non abbia saputo fare che queste tre cose: — prima: chiedermi un'avventura, così, su due piedi; seconda: addormentarti saporitamente; terza: chiamare in tuo soccorso la legge. Dei mezzi veramente irresistibili!

Arturo

(siede, e, con la sua aria negligente, accende una sigaretta, voltando le spalle ad Anna.)

(Un silenzio.)

Anna

Resti?

Arturo

Lo vedi.

Anna

E poi?

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Arturo

E poi... fumo.

Anna

Bisogna convenire che hai ridotto il matrimonio alla più semplice espressione! (Esce a sinistra.)

Arturo

(tra sè) Santa pazienza!