SCENA III.

ANTONIO, ARTURO, indi ANNA.

Antonio

Eccellenza.

Arturo

Che c'è?

Antonio

(annunzia in un tono stentoreo da usciere tribunalesco:) Il conte Dionigi, il dottore Salvetti, il signor Giuliano D'Alma, il signor Gustavo Rivoli, il signor Renato Albenga.

Arturo

Nessun altro? [pg!190]

Antonio

Nessun altro, eccellenza.

Arturo

E che vogliono da me?

Antonio

Da vostra eccellenza, proprio nulla.

Arturo

E allora, annunzia alla marchesa.

Anna

(rientrando, calma e cinica) Ho già sentito, ho già sentito!...

Arturo

(ad Anna, sinceramente meravigliato) Ma cos'è? A quest'ora si principia qui?

Anna

A qualunque ora. Anzi, stupisco che si facciano annunziare. Hanno l'ingresso libero. (Con caricata deferenza) Ma se tu vuoi ch'io non li riceva, non hai che da comandare. Sei ritornato in carica, e una delle prime attribuzioni di un marito è quella di regolare... l'entrata e l'uscita degli amici della moglie.

[pg!191]

Arturo

(noncurante) Ma che escano! Ma che entrino! Ma che facciano quello che vogliono! Se aspetti che io mi occupi di loro, hai un bell'aspettare! Antonio, mandate a prendere le valige che ieri sera lasciai all'albergo; e fatemi ammobigliare poi la stanza, che è stata sinora vuota, (indicando la destra) il più accuratamente possibile. E mi raccomando, eh?: che almeno il letto sia buono.

Antonio

Ci penso io, eccellenza, ma, in verità, non sono sicuro che la stanza possa essere pronta per questa notte. Siamo in campagna e....

Arturo

Per questa notte... (dando una occhiata significativa ad Anna) non sarà indispensabile.

Anna

(tra sè, ironicamente) Che piacere!

Antonio

Sta bene, eccellenza. E quei signori?

Arturo

Per conto mio, passino pure.

Anna

(ad Antonio) Avete udito? (Nel medesimo tono, ma più forte) Passino pure!

[pg!192]

Antonio

(anche lui nel medesimo tono, e anco più forte, andando verso la comune:) Passino pure!

Arturo

(sta per uscire a sinistra.)

Anna

E che? Te ne vai?

Arturo

Naturale. (Via.)