SCENA II.
VALENTINO e TERESA.
Teresa
(entra dal fondo, emozionata, col cappello un po' a sghimbescio, con un aspetto stralunato. Vedendo Valentino, va a lui premurosamente.) Dunque?... Dunque?... Raccontatemi... raccontatemi il successo...
Valentino
(un po' colpito dallo strano aspetto di lei) Che ne sapete che era proprio entusiasmo?
Teresa
Ne sono sicura come se io fossi stata lì.
Valentino
Ma, a proposito!... La principessa Heller non vi aveva invitata?
Teresa
Direttamente no, perchè non ci conosciamo. Ma Stefano mi aveva avvertita che lei, gentilmente, aspettava anche me.
Valentino
Ebbene?
Teresa
All'ultimo momento, quando ero già vestita, egli non ha voluto condurmi.
Valentino
Non ha voluto?!
Teresa
La mia toletta non era abbastanza elegante, non era abbastanza alla moda. Gli sembravo una serva.
Valentino
Vi ha detto che gli sembravate una serva?
Teresa
Me l'ha detto, sì.
Valentino
Quel benedettissimo uomo è verso di voi d'una indelicatezza imperdonabile.
Teresa
No, Valentino. Avete torto. Già, premettiamo che nessuno di noi ha il diritto d'essere severo con lui, perchè nessuno di noi è al caso di giudicarlo. Ma poi, come si potrebbe rimproverargli d'avermi impedito di fare una cattiva figura? La principessa, per rendergli omaggio, aveva dovuto riunire nel suo salone la gente più fine che lo frequenta. Che avrebbero detto di me e di lui se io avessi fatta la mia apparizione così mal vestita?
Valentino
Ma allora non state a lesinare il centesimo per tutto ciò che riguarda voi. Fatevi dare da Stefano dei biglietti da mille e ordinatevi delle tolette a Parigi.
Teresa
A Parigi, no. Ma da una buona sarta, sì. E ho già provveduto. Mi sono ordinata una magnifica toletta! Ora che Stefano è lanciato nell'alta società, voglio essere preparata. Io non lo seccherò mai; ma se qualche volta mi condurrà con lui, capirete, ne avrò molto piacere.
Valentino
E quando ve la siete ordinata questa toletta?
Teresa
Stasera.
Valentino
Come, come?! Perciò siete uscita stasera?!
Teresa
Sì.
Valentino
E non potevate aspettare domani? Siete corsa dalla sarta con l'urgenza con cui si corre dal dentista per farsi cavare un dente che dà degli spasimi?
Teresa
(mortificata, quasi volendo giustificarsi) Quando sono rimasta sola, mi son sentita così oppressa, così avvilita!... Quel brutto abito, che mi aveva vietata la gioia immensa di veder festeggiare il mio Stefano, mi pesava addosso, mi soffocava, mi faceva pensare alla mia pochezza, alla mia inettitudine.... Io me lo sono tolto rabbiosamente, stracciandolo, facendolo a brandelli, e poi... e poi, non so,... credo di aver pianto. Credo anche d'essere stata presa da un capogiro... da un deliquio.... Non ricordo. Il certo è che mi son trovata distesa a terra, diritta, supina, come stanno i morti sul cataletto. Avevo un gran peso alla testa, un gran dolore qui.... (Si tocca l'occipite.) Provavo una sensazione di curiosità confusa nel rivedere intorno a me le stesse cose di prima.... Mi pareva di tornare alla vita dopo una lunga assenza. E appena mi son potuta sollevare... ho avuto l'idea d'andare da una sarta. (Come intontita) Ci sono andata, ecco. Perchè ve ne meravigliate tanto?
Valentino
Più che meravigliarmene, me ne impensierisco. Da parecchi giorni, siete così eccitabile, così eccessiva in tutto quello che fate.... Gli è che vi accendete troppo per questi primi successi di Stefano, e anche soffrite troppo per il contegno che egli ha con voi.
Teresa
(dissimulando) Chi ve lo dice che io soffra?
Valentino
Lo vedo, perchè la vostra salute deperisce; e senza volerlo voi stessa me l'avete detto col racconto di ciò che vi è occorso.
Teresa
Ma vi raccomando, veh! Che Stefano non sappia....
Valentino
State tranquilla. Vi pare che oserei di richiamare la sua attenzione sugli episodi di questa bassa terra dopo che la principessa Heller lo ha battezzato gran poeta?
Teresa
(togliendosi il cappello) E intanto non mi avete ancora raccontato nulla. Dite, dite: è... soddisfatto?... è felice?...
Valentino
Lo credo bene. È stata un'apoteosi. Che cosa poteva volere di più?
Teresa
Un'apoteosi meritata!
Valentino
Non è improbabile. Io come io, i suoi versi non li ho capiti mai; e stasera, recitati da lui, li ho capiti anche meno del solito. Ma questo non significa niente!
Teresa
Non è nè da voi nè da me che Stefano vuole essere compreso. Se scrivesse per noi altri miserelli, non avrebbe quel genio che ha.
Valentino
Ma stasera, dalla principessa, ohè!, ce n'erano dei pezzi grossi! Perfino un ministro!
Teresa
Il ministro della Pubblica Istruzione?
Valentino
Nossignora. Era il ministro della Guerra.
Teresa
Com'è possibile!?
Valentino
Vi assicuro ch'era il ministro della Guerra. Quando Stefano ha finito di leggere il primo canto del poema che ora ha cominciato a scrivere e che s'intitola, mi pare, Il poema della forza, il ministro ha pronunziate queste precise parole: «Per una nazione civile, il vostro canto vale un esercito di cinquecentomila uomini!» Dunque, era il ministro della Guerra, che diamine!
Teresa
E raccontate il resto, Valentino. Molta gente, non è vero?
Valentino
Un pubblico straordinario. Questa principessa, venuta non si sa da dove, in due o tre anni, ha conquistato mezzo mondo. C'erano giornalisti, scrittori, artisti d'ogni sorta, un editore venuto apposta da Milano, parecchie dozzine di principi e marchesi, un gruppo di giovani soprannominati esteti, che con le faccine sbiadite tirate a pulimento e gli occhi rivolti al cielo parevano delle fanciulle sedicenni, e poi un numero enorme di signore stupende, di signore scollacciate sin qui... (segna la scollacciatura esagerandola) che facevano venire le vertigini. E bisognava vedere come tutta questa gente farneticava intorno a Stefano....
Teresa
(inebriandosi al racconto e interrompendo) E lei, lei, la principessa?
Valentino
Figuratevi una regina inchinata al cospetto d'un imperatore!
Teresa
In fondo, dev'essere un angelo!
Valentino
Molto in fondo.
Teresa
Valentino
O Dio, non c'è malaccio.... Del resto, giudicherete voi stessa, perchè tra poco (con importanza) la vedrete qui.
Teresa
Essa verrà qui stasera?! (Battendo le mani infantilmente) Che fortuna, che fortuna, Valentino!... (Mutando tono) Ma no, voi mi prendete in giro.
Valentino
Signora Teresa! Come vi salta in testa che io mi possa permettere di prendervi in giro? La cosa è semplicissima. La principessa Heller ha espresso il desiderio di ricondurre a casa nella sua carrozza il poeta e di visitarne lo studio in questa serata memorabile: egli ha acconsentito,... e non c'è altro.
Teresa
Dunque, è proprio certo che verrà?
Valentino
Teresa
E non gioite? Non gioite anche voi?
Valentino
(di mala voglia) Sì, sì gioisco. (Battendo le mani come ha fatto lei) Che fortuna! che fortuna!...
Teresa
(animandosi sempre più e dandosi da fare agitatamente) Sicchè, bisogna prepararsi?
Valentino
Io ho preso apposta il coupé di Stefano per venire a disporre il ricevimento.
Teresa
(guarda alla porta a destra e verso il parco, dove, tra il fogliame, una grossa lampada biancheggia.) Ah, bravo, avete già fatto illuminare....
Valentino
Teresa
(affaccendatissima) Un po' d'ordine sulla scrivania. (Esegue) E questi libri... questi libri sulle sedie....
Valentino
Lasciate, lasciate.... Dànno più carattere.
Teresa
Avete avvertito Romolo?
Valentino
Gli ho imposta la livrea di gala.
Teresa
Qualche mazzo di fiori ci vorrebbe.
Valentino
Ma che è? Uno sposalizio?
Teresa
Ed io?... Con quest'abito dimesso!...
Valentino
Voi siete in casa vostra.
Teresa
Che importa! Così non sono presentabile.
Valentino
Secondo me, state benissimo.
Teresa
Ricordatevi, Valentino, ch'io sono la moglie di Stefano Baldi!
Valentino
È un bel posto, ma io non lo accetterei.
Teresa
Voi non siete che il suo segretario, eppure stasera avete indossato il vostro frac.
Valentino
Se lo volete indossare voi, ve lo cedo volentieri.
Teresa
Non scherziamo ora. Io devo mutarmi l'abito, vi dico.
Valentino
E mutatevelo.
Teresa
(in fretta per uscire) Un momentino, un momentino solamente, e sarò pronta.
Valentino
Ma non fate a tempo, sapete. Sento nel parco uno scalpitìo di cavalli. (Corre all'uscio in fondo) Ecco: è la carrozza della principessa.
Teresa
Poveretta me!... Come faccio?...
Valentino
Ma niente. Andate a riceverli alla porta principale, e siate cortese con lei senza preoccuparvi d'altro.
Teresa
A riceverli, poi, non ci vado.
Valentino
Ma è vostro dovere.
Teresa
No! No!... Stefano potrebbe sgridarmi.... Non ci vado, non ci vado.
Valentino
Siete peggio d'una bambina!
Teresa
(spiando alla comune, in preda a una viva emozione) Che splendore di donna, Valentino mio!
Valentino
Ve l'ho detto che non è mica brutta. Per me, però, ha il difetto di odorar troppo. È una profumeria ambulante!
Teresa
E a lui, come gli sorridono gli occhi!... E sembra, che so?, più snello, più alto....
Valentino
Precisamente. In queste tre ore è dimagrato e si è allungato.
Teresa
Vengono da questa parte.... (allontanandosi) Io mi nascondo.
Valentino
Finitela, Signora Teresa!
Teresa
Allora... restate anche voi. Avrò più coraggio. (Istintivamente si ritrae indietro e insieme con Valentino resta di là dalla porta in fondo.)