SCENA II.
VALENTINO, il VECCHIO MENDICANTE, TERESA.
Teresa
(di dentro) Chi è che mi calpesta lo strascico?... È l'abito bello questo!... Me lo sciupate.
Il Vecchio
(contento, a Valentino) Adesso lo vedrete se ancora mi vuole bene!
Teresa
(entra dalla prima porta a destra. Indossa assai disordinatamente un magnifico abito da festa di color chiaro. Ha le braccia e il collo nudi. Ha i capelli scompigliati, stranamente annodati un po' sulla nuca, e tra essi, quasi sulla fronte, spicca un qualche enorme fronzolo bizzarro di color vivo. Porta ai piedi delle vecchie scarpe sbottonate, e cammina piano piano con una ingenua compiacenza di bambina ben vestita, guardandosi lo strascico. È pallidissima. I suoi lineamenti hanno una immobilità di statua marmorea, senza alcuna traccia di sofferenza.)
Il Vecchio
(inchinandosi) Il povero vecchio marinaio....
Valentino
Taci, che è inutile. (A Teresa, cercando di farsi intendere) State attenta, signora Teresa. Qui c'è dell'inchiostro. (Tra sè) Ma sarà meglio traslocare la baracca. (A lei, raccogliendo gli oggetti e alzandosi) Così non correrete il rischio d'insudiciare il vostro abito.
Teresa
Sei molto gentile, tu. Da chi hai imparato?
Valentino
Ho imparato da voi, signora Teresa.
Teresa
Valentino
Un po' dovunque, credo.
Teresa
E come ero vestita?
Valentino
(facendo spazio sulla scrivania fra i libri, le carte e i giornali) Non come oggi. Oggi, siete più elegante.
Teresa
(soddisfatta) Sì, sì! Certamente!
Valentino
Siete vestita con più lusso.
Teresa
Grazie! (Guarda minutamente la sua veste.)
Il Vecchio
(insistendo per attirare l'attenzione di Teresa e dando un accento d'implorazione ai suoi versetti)
Chiudi gli occhi — sopra il mare,
Apri gli occhi — sulla terra...
Teresa
(che a queste parole si è voltata, dopo una breve pausa, compie la strofa con una intonazione monotona, che è come l'inconscia reminiscenza della voce del vecchio mendicante:)
Sulla terra — non far guerra;
guarda attorno — notte e giorno.
Valentino
(ha un moto di sorpresa e dice tra sè:) È strano!
Il Vecchio
(felice d'esser da lei ricordato) Evviva! Evviva!
Teresa
(gli si accosta, curiosa, esaminandolo.)
VALENTINO
(s'interessa al fenomeno del ricordo inatteso e va a lei come per fare un altro esperimento.) Signora Teresa, volete dare questi soldi al vostro mendicante? (Le offre dei soldi.)
Teresa
(macchinalmente, li piglia. Poi fa un passo avanti con l'aria di cercare qualcuno che non vede.)
Valentino
(indicando) A lui, a lui!
Il Vecchio
(stende la mano, ansioso.)
Teresa
(gli sorride. Tituba.)
Valentino
E dunque?
Teresa
Più tardi.
Il Vecchio
(ritirando la mano scoraggiato) Da quando ho perduta la mia vecchia, non ho più fortuna!
Valentino
Se ti ha promesso «più tardi», puoi essere sicuro che te li darà. (A Teresa) È vero che glie li darete?
Teresa
(dolce) Non so.
Valentino
Sì, glie li darete, perchè voi siete una di quelle tali persone che non gli hanno mai detto di no.
Teresa
... Sono così piccola!...
Valentino
(indugia un istante a contemplarla) Già! (Indi si scuote, si sottrae vivamente a sè medesimo, torna alla scrivania, riprende il pennellaccio e continua a dipingere il cartellone, ripetendo sotto voce:) «Si vende questo villino con tutti i mobili».
Teresa
(al Mendicante come per rassicurarlo) Anche tu sei gentile!