SCENA IV.
GIULIO e CLOTILDE
Giulio
(rimane come interdetto, a bocca aperta, guardando fisso la porta da cui è uscito Federico.)
Clotilde
(stupita, dopo qualche istante di silenzio, come se chiedesse spiegazione) Giulio?
Giulio
(va fino alla porta per assicurarsi che Federico non possa udire; poi si accosta a Clotilde con circospezione e, fra il grave e il gioviale, le dice a voce bassa:) Vuoi sapere la vera ragione della sua partenza?
Clotilde
Tu hai una voglia matta di dirmela.
[pg!67]
Giulio
E te la dico subito. Federico è innamorato di te!
Clotilde
(sorpresa) E sei tu, mio marito, che vieni a raccontarmi queste cose?!
Giulio
E perchè no? Che la gente s'innamori di te è un fatto che mi lusinga, e, francamente, non m'impensierisce....
Clotilde
Eh, bada: dicono così tutti i mariti ingannati.
Giulio
Cattiva! Vorresti rendermi geloso, ma non cavi un ragno dal buco.
Clotilde
Lasciamo stare il ragno, e pensiamo un poco al tuo disgraziato e innamorato amico.
Giulio
Poverino! Faceva pietà. Mi ha parlato delle lotte dell'animo suo, delle torture che noi due, senza sapere e senza volere, gli abbiamo inflitte, e finalmente ha concluso che solo separandosi da noi [pg!68] potrebbe ricuperare una certa tranquillità di spirito. Era commosso. Aveva le lagrime agli occhi.... E ha voluto perfino abbracciarmi.
Clotilde
Perchè?
Giulio
Non lo so. Mi ha abbracciato.
Clotilde
(rammaricata) Intanto, eccoci soli.
Giulio
(rammaricato) Senza un cane che ci tenga compagnia.
Clotilde
E chi mi suonerà la sera... un approssimativo duetto del «Faust»,... un verosimile valtzer di Strauss... una canzonetta qualunque?
Giulio
E con chi andrò a caccia, io?
Clotilde
E con chi attaccheremo briga tutti e due?
[pg!69]
Giulio
Oh! davvero che questo innamoramento è stato un fulmine a ciel sereno.
(Restano pensosi.)
Clotilde
Giulietto....
Giulio
Clotilduccia....
Clotilde
Un'idea!
Giulio
Sentiamo.
Clotilde
Non c'è altro espediente che di gettare acqua sul fuoco. In mezz'ora, ci scommetto, io spegnerò la fiamma che strugge il tuo misero ed innocente amico, e renderò un servizio a lui e un altro a noi. Egli resterà.
Giulio
Ottimamente; ma, spegnere?!... Si fa presto a dire.
[pg!70]
Clotilde
Una donna, che, senza averne nè l'intenzione nè il sospetto, è riuscita a farsi amare, può, molto facilmente riuscire, quando ne abbia la ferma volontà, a farsi odiare.
Giulio
(invogliato) Odiare?... Qui è inutile giungere sino all'odio. Basta l'indifferenza, basta uno stato... di tranquilla freddezza.
Clotilde
Basta l'indifferenza? Basta uno stato di tranquilla freddezza? Affidalo a me. Farò abbassare io la sua temperatura.
Giulio
(contento, fregandosi le mani) Sei un demonio, ma sei un angelo. (Vedendo venire Federico, munito di valige) Ecco l'uomo! Signora Clotilde, noi vi affidiamo il suo cuore e le sue valige. (Via di corsa dal giardino.)