SCENA I.
CLAUDIA e TERESINA.
Claudia
(in piedi presso la tavola coperta dal panno bianco, vi stende su nastrini, tulle, mussola. È sola. Chiama:) Teresina!
Teresina
(di dentro) Signora!
Claudia
Che non sia freddo addirittura cotesto ferro.
Teresina
(entra portando un ferro da stirare. Lo accosta un po' alla faccia) Per stirare robetta leggera, basta com'è.
Claudia
Dammi.
Teresina
Faccio io. So fare. Voi vi affaticate troppo.
Claudia
Ma di che t'impicci, tu? Non sono mica ammalata, per tua norma. (Prende il ferro, lo strofina sopra una pietra che è sulla tavola e stira accuratamente.)
Teresina
Un poco ammalata, siete. Ieri, per esempio....
Claudia
Che ne sai di ieri?
Teresina
Si vedeva.
Claudia
(stirando) Non c'era niente da vedere, hai capito?
Teresina
Avevate la faccia come la carta che era una pietà a guardarvi!
Claudia
Ma che me ne importa di ieri se oggi sto benissimo? Sto meglio di te, sai.
Teresina
E no! Tutte le donne sono un po' malate quando fanno i figliuoli.
Claudia
Vorrei sapere chi te le insegna queste sciocchezze!
Teresina
Il curato.
Claudia
Mi meraviglio di lui che parla di certe cose alle ragazze.
Teresina
Ce ne parla a fin di bene. Egli ci dice sempre che il fare figliuoli è una malattia. (Imitando la voce del curato) «State attente, ragazze, state attente a non cadere in peccato. Fatelo almeno per la salute.»
Claudia
(sorridendo) Se dice così, dice giusto. Ma resta a capire quand'è che si cade in peccato.
Teresina
Da noi, non si cade in peccato solamente quando ci si marita. Ho da riscaldarlo un altro ferro?
Claudia
No, grazie, non mi serve. Apparecchia piuttosto e pensa a darmi da pranzo.
Teresina
Ho già messo a cuocere i ceci.
Claudia
Mi dai la buona minestra paesana?
Teresina
Quella vi do. (Apparecchiando la tavola per il pranzo, indugia ogni tanto a parlare.) Vi piace?
Claudia
Molto. E mi ti raccomando per la carne, Teresina. Ricòrdati che devo mangiarne spesso; e tenera ha da essere.
Teresina
Don Fabiuccio Nasti, che nella macelleria del padre comanda lui, me n'ha portato un tocco da fare alla cacciatora, tenero come il burro.
Claudia
Teresina
Pago sempre per tanto; ma siccome lui amoreggia con me, io ne profitto e me ne prendo di più.
Claudia
Ciò non va bene.
Teresina
Io me lo sposo.
Claudia
E che vuol dire che te lo sposi?
Teresina
Vuol dire... che gli darò più di quello che ho preso.
Claudia
E della malattia, non ne hai paura?
Teresina
Eh! Presto o tardi ci si ha da passare, penso io. Siamo donne per questo.
Claudia
Hai ragione. (Ha finito di stirare. Raccoglie e piega i nastrini, il tulle, la mussola.) È vero che la Madonna di Roccaromita protegge le mamme?...
Teresina
Sì che le protegge. Avete fatto bene a venirvene a Roccaromita.
Claudia
Ma io (dissimulando)... non ne sapevo nulla. Ci sono venuta perchè qui ho trovato da acquistare questa casetta per pochi soldi.
Teresina
La Provvidenza vi aiuta.
Claudia
(animandosi) Certo che mi aiuta! (Il suo viso si contrae un poco. Ella si sorregge a una sedia.)
Teresina
Lo vedete?!...
Claudia
No, no, t'inganni.
Teresina
(si affretta a soccorrerla.)
Claudia
Ma no.... Inezie! (Un silenzio.) (Siede.) (Le passa sulla fronte come un'ombra. Indi scuote la testa. Si rianima.) Ecco. Più niente. (Si dispone ad agucchiare.)
Teresina
(terminando di apparecchiar la tavola) Frutta ne ho da comperare?
Claudia
E guarda! Abbiamo lì quel po' po' di uva moscadella.
Teresina
Se la nuova massaia non se ne dispiace....
Claudia
Non può dispiacersene. L'uso di questa piccola vigna me lo sono riserbato per me.
Teresina
Allora ve li colgo due grappoletti maturi?
Claudia
(festosamente) Io! Io! (Si alza e corre al pergolato.)
Teresina
(curiosando, tocca e guarda i nastri, i merletti, le cuffiette, le camicine, i bavaglini già cuciti.) Gli fate un corredo coi fiocchi al piccino!
Claudia
(dal pergolato, mentre sceglie i grappoli da cogliere) Non guastare, Teresa.
Teresina
Non guasto, no. (Continuando a guardare) Ma, perchè poi tanto tempo prima?
Claudia
Com'è bionda! Sembra tutta sparsa di polvere d'oro. (Tornando con i grappoli in mano e assaggiando qualche chicco d'uva) E com'è dolce! Prendi, Teresa.
Teresina
(stacca anche lei qualche chicco e gusta.) Dolce assai.
Claudia
(mette l'uva sulla tavola da pranzo e si asciuga le dita alla tovaglia.)
Teresina
(con riflessione)... A voi che ve ne pare? Sarà un maschio o sarà una femmina?
Claudia
(stringendosi nelle spalle, tutta sorrisi in volto) Mah! (Siede presso il cestino.)
Teresina
Non ce l'avete messa l'intenzione?
Claudia
(infilando l'ago) No.
Teresina
Quando sarà il momento, io ce la metterò, perchè il primo figlio lo voglio maschio.
Claudia
(cominciando a ornare una cuffietta) E se lo sposo ce ne metterà un'altra?
Teresina
L'intenzione dell'uomo non conta!
Claudia
Ah no? (Si volta e la guarda.) E questo chi te l'ha insegnato?
Teresina
Nessuno. Lo so da me.
(Si odono di dentro tre colpi alla porta.)
Claudia
Picchiano, Teresa. Sono tre colpi. Sarà il signor Maurizio.
Teresina
Vado. (Esce a sinistra.)
(Un silenzio.)
Teresina
(senza comparire, dalla stanza attigua) È lui: il signor Maurizio.
Claudia
(celiando) La marchesa non riceve.