SCENA I.

UN SERVO, FILIPPO, indi ALFREDO.

(La scena è vuota.)

Il servo

(entra dalla porta a destra, affaccendato. Va al telefono. Gira la manovella. — Tintinnìo di risposta.) — Comunicazione col 993. (Dopo un istante, altro tintinnìo.) Con chi parlo? (Pausa.) Alle dieci, la carrozza del signor duca. (Pausa.) No, non al Circolo del Whist. Qui, qui. Sono il cameriere del marchese di Montefranco. Il signor duca ha pranzato qui. (Pausa.) Sì, va bene, il landau chiuso. (Gira la manovella e toglie la comunicazione.) (Va alla porta in fondo e introduce Filippo.) Il signor marchese viene a momenti. Ha finito di pranzare e gli ho potuto far l'imbasciata senza che gli altri se ne accorgessero. (Esce.)

Filippo

(ha l'aspetto d'un cameriere a riposo. Faccia losca. Fedine brevi. Niente baffi. Grossi anelli alle dita. È entrato rispettosamente, con in mano il cappello. Ora che è solo, guarda un po' alle porte, curiosando. Come vede avvicinare il marchese di Montefranco, assume un'aria umile e misteriosa.)

Alfredo

(in frac e cravatta bianca, entra dalla destra.) Che c'è, Filippo? Avresti dovuto venire al Circolo verso la mezzanotte come al solito. Non qui. Sai bene che mi annoia che ti si veda bazzicare in casa mia.

Filippo

(sottovoce, accostandosi al marchese) Col dovuto rispetto a vostra Eccellenza, ho anticipato perchè ci sono delle novità.

Alfredo

Delle novità?

Filippo

Il servizio, finalmente, è stato fatto.

Alfredo

(scosso) Davvero?!

Filippo

Credo che ci siamo, Eccellenza.

Alfredo

Tu non devi credere nulla. Devi solamente raccontare. E presto, perchè ho di là degl'invitati.

Filippo

Racconto, Eccellenza. Stamattina, la signora marchesa è uscita di casa alle dieci e trentacinque minuti.

Alfredo

Be', sbrighiamoci. Dove è andata?

Filippo

La signora marchesa era vestita magnificamente....

Alfredo

Questo non mi riguarda. Tira via.

Filippo

No, ecco, volevo dire a Vostra Eccellenza che così vestita non l'avevo mai vista, a quell'ora....

Alfredo

Abbrevia, santodio! Dove è andata?

Filippo

Eccellenza, è andata alla Riviera di Chiaia, trecentoventisette.

Alfredo

(sussultando) Non è possibile!

Filippo

Trecentoventisette, Eccellenza.

(Breve pausa.)

Alfredo

(attonito) Garantisci?!

Filippo

Garantisco.

Alfredo

(con una certa reticenza) E... a quale piano è salita?

Filippo

Col dovuto rispetto a Vostra Eccellenza, la signora marchesa è entrata in casa del signor Maurizio Dorini.

Alfredo

(stranamente confuso e mascherandosi al cospetto della spia) Sta bene. (Indi, pensando alla singolarità del caso, abbozza un sogghigno di beffa per sè stesso. E, tosto, agilmente, finge una tranquillità indifferente.) Non c'è altro?

Filippo

Non c'è altro, Eccellenza.

Alfredo

E a te sembra d'avere scoperto qualche cosa d'importante?

Filippo

(rispettosamente) Se non sembra importante a Vostra Eccellenza..., non sembra importante nemmeno a me.

Alfredo

Chi ti ha riferito che la marchesa si è recata in casa di... quel signore?

Filippo

Ho date venti lire di mancia al portinaio per sapere la verità.

Alfredo

Hai fatto malissimo!

Filippo

Come piace a Vostra Eccellenza.

Alfredo

Le mance troppo grosse non servono che a pagare delle menzogne! Ti sia di regola. (Cava del denaro dal portafogli e glielo porge.) Prendi. Ce n'è anche per te.

Filippo

Ma no... non voglio che Vostra Eccellenza s'incomodi ora. Abbiamo tanti conti pendenti....

Alfredo

E penderanno per un pezzo. Prendi questo, provvisoriamente.

Filippo

Per obbedire. (Intasca.)

Alfredo

(ricorrendo, d'un tratto, a un'idea per dissuadere Filippo) E di': quanto tempo la marchesa si sarebbe trattenuta in quel palazzo?

Filippo

La signora marchesa è montata alle undici precise. A che ora sia scesa, in coscienza, non lo so. Io sono stato ad aspettare una ventina di minuti. Ma poi ho detto fra me e me: qui, col dovuto rispetto a Sua Eccellenza, le cose vanno per le lunghe....

Alfredo

(interrompendo severamente) Non ti ho chiesto conto dei tuoi soliloqui! Il certo è che non hai aspettato abbastanza. Se avessi aspettato un poco di più, avresti veduto entrare anche me in quel palazzo. Il che dice con chiarezza che proprio lì io avevo un appuntamento con mia moglie. Te l'ho taciuto pocanzi per controllare la tua puntualità. Sono indignato della improntitudine con cui vieni a raccontarmi delle fandonie!

Filippo

Eccellenza!...

Alfredo

Basta così! Da oggi in poi ti è assolutamente proibito di seguire e sorvegliare mia moglie. Si trattava di una semplice curiosità, e l'ho soddisfatta altrimenti. La marchesa — ricordalo bene — è una signora a cui bisogna far tanto di cappello.

Filippo

Come piace a Vostra Eccellenza.