SCENA V.

MAURIZIO, ALFREDO e CLAUDIA.

Maurizio

Ed ora, marchesa, spero che vi unirete a me nel dare delle spiegazioni a vostro marito.

Alfredo

(con la bile sulle labbra) Io non ti chiedo nessuna spiegazione e te ne dispenso.

Maurizio

Ma non me ne dispenso io.

Alfredo

Mi hai seccato.

Maurizio

Non mi pare.

Alfredo

Mi hai seccato!

Maurizio

(vivacemente) Io ripeto che non sono....

Alfredo

(con maggiore vivacità) Se tu non fossi l'amante di mia moglie, saresti qualche cosa di peggio!

Maurizio

Tu impazzisci!

Alfredo

Saresti il traditore pettegolo e malvagio d'un amico di vent'anni, senza nessuna attenuante!

Maurizio

Ma lasciami dire....

Alfredo

Io preferisco di non crederti tale! E, non per fare della tragedia, come vorrebbe mio zio — perchè, già, tanto, il farla con te sarebbe un bel tour de force — , ma per essere pratico e spicciativo, ti prego di risparmiare a me, da oggi innanzi, l'incomodo della tua presenza.

Maurizio

Ah, questa è la conclusione? (A Claudia) Io ne piglio una malattia! (Poi, ad Alfredo) Ma prima di ammalarmi definitivamente e prima di lasciare per sempre questa casa, giacchè ti fa tanto piacere che io sia l'amante di tua moglie, mi affretto a renderti felice, mi affretto a colmarti di gioia! Sì, sì, io l'adoro, ella mi adora, noi ci adoriamo come due pazzi sfrenati; e, se si continua di questo passo, con l'aiuto della divina provvidenza, andremo tutti e due al manicomio, dove ci adoreremo con la camicia di forza. Il che sarà semplicemente delizioso! E buona sera! (Esce difilato.)