SCENA I.

NELLINA e SOFIA.

Nellina

(è sola, seduta davanti alla toeletta. Ha indosso, sulla sottoveste, un breve e leggero accappatoio bianco, che scende fino alla sottana di seta; ai piedi, un paio di babbucce dal tacchetto dorato. Ella è intenta a dare l'ultima mano alla capigliatura. Liscia, aggiusta, corregge. Poi, sceglie fra i lapis e i cosmetici con evidente inesperienza, e comincia a «farsi la faccia», mirandosi or nello specchio in bilico della toeletta ed ora in un altro specchietto dal manico d'avorio, che ella piglia e regge o vicino o lontano. Tormentando il volto, chiama, in una assai comica e cadenzata intonazione di burletta:) Sofia!... Dolce Sofia! Cameriera del mio cuore! Vi siete addormentata nella guardaroba?

Sofia

(di dentro, mollemente) Un momentino.

Nellina

Accidenti, che tartaruga!

Sofia

(dopo un istante, entra dalla porta a sinistra, recando, appesa a una gruccia, una veste di color chiaro, abbastanza ricca. — Sofia è una donna sulla sessantina, tutta lisciata e stringata per parere più giovane. I suoi capelli appaiono neri. Si dà delle arie di cameriera importante. Cammina e parla con prosopopea autorevole. — Entrando, mostra la veste a Nellina.) Ecco: io le consiglio questa.

Nellina

Ma no. È addirittura una toilette per festa da ballo. Me la feci per un capriccio e non l'ho messa mai appunto perchè, fino a quando ho vissuto con Giacomo, non le vedevo neanche col cannocchiale le feste da ballo.

Sofia

Io le dico che stasera andrà benissimo. Lei ha degli invitati a cena? Questa è la toilette che ci vuole. (Allarga la veste sopra una poltrona davanti al paravento.)

Nellina

A me pare troppo décolletée.

Sofia

Per sua regola: se si trattasse di un pranzo, basterebbe una scollatura sin qui. (Indica, con la mano sul petto, una scollatura limitata.) Ma, per una cena, la scollatura deve scendere più giù. (Indica una scollatura fin sotto le mammelle.)

Nellina

È una esagerazione!

Sofia

Non pretenderà, cara lei, di saperne più di me, che sono stata cameriera e accompagnatrice di Dora Füller.

Nellina

Dora Füller, quando ha degl'invitati a cena?...

Sofia

Sempre molto più giù. Si capisce. È correttezza di etichetta. La Dora ci è così attaccata!

Nellina

Mi dispiace che Gigetta non sia ancora venuta. (Continuando a truccarsi) Quella sì che se ne intende!

Sofia

Cara lei, chi è la Gigetta al confronto della Dora?!

Nellina

(intenta a pitturarsi gli occhi) Adesso, tante grazie! Gigetta non è più niente, lo so. Malaticcia com'è, e con gli anni che ha sulle spalle!... Poverina!... Ma, una volta!... Altro che la Dora! (Saltando di palo in frasca) Del resto, per mettermi l'abito che avete scelto, dovrei darmi la pena di mutarmi la sottoveste?!... Io me ne infischio della etichetta! Pigliatemi un abito meno scollato, e, per questa sera, quei signori avranno la bontà di perdonarmi la grave scorrettezza... di non essere mezza nuda.

Sofia

Lo dice a me? Io me ne lavo le mani. Lei comanda, io obbedisco.... Ma, per carità, stia attenta a quello che s'impiastriccia sul viso! S'è fatto un occhio più grande dell'altro! (Si avvia verso la sinistra.)

Nellina

(pigliando lo specchietto col manico d'avorio) Qual'è il più grande?

Sofia

(fermandosi e voltandosi) Il destro. Non lo vede?

Nellina

Se è così, ingrandirò il più piccolo; ma, in fin dei conti, non sarebbe neanche indispensabile avere due occhi eguali. (Comincia a ritoccare col lapis l'occhio sinistro.)

Sofia

E si è dato troppo rosso alle labbra, troppo bianco alle guance. È lo stesso che mettere una maschera.

Nellina

Lasciate fare. Una donna senza maschera non vale due soldi!

Sofia

Cosa c'entra questo!? Io vado coi principii della dignità, cara lei. Il rossetto e il bianchetto sono stati discreditati dalle signore. Ma già, con chi parlo?... a chi prèdico?... A lei? Spreco il mio fiato! (Sgarbatamente, esce a sinistra.)

Nellina

Io non ho mai conosciuta una rompitrice di scatole come questa! (Terminata la truccatura degli occhi, si mira di nuovo nello specchietto dal manico di avorio che ella regge a una certa distanza.) Accidenti, che occhi!... (Poi, lasciando lo specchietto) Eh, ingrandire gli occhi non è difficile; ma... (Allunga un po', di sotto la sottana, i piedi nelle babbucce, e se li guarda)... rimpicciolire i piedi! Questa è l'operazione scorbutica!... Be', coraggio! (Si alza, si toglie l'accappatoio e gira di qua e di là, cercando, invano, nel disordine.) Sofietta dell'anima mia, dove li avete cacciati i miei scarpini nuovi?

Sofia

(di dentro) Sono sulla poltrona, davanti al paravento.

Nellina

(trovandoli) E che diavolo! Ci avete posta la veste sopra. Disordinata!

Sofia

(di dentro) È lei che mi fa essere disordinata in questa babilonia!

Nellina

(canzonandola e sedendo sulla poltrona, tra le pieghe della veste) Sì, sì, joujou mio! Avete ragione! Vi domando scusa. (Si toglie e lancia in aria le babbucce, che ricascano in mezzo alla stanza. Quindi si affatica a calzarsi uno scarpino.) Stelle del firmamento, com'è stretto!

Sofia

(rientrando carica di abiti sulle braccia e sulle spalle) Questi son tutti gli abiti di sera che ho trovati nella sua guardaroba. Scelga lei stessa, perchè io non voglio avere nessuna responsabilità!

Nellina

(si alza sul piede che ha già ficcato nello scarpino e va da lei a saltellini, tenendo levato l'altro piede che dondola nella calza traforata. — Guarda gli abiti con frettolosa superficialità, escludendoli e gettandoli sul sofà a uno a uno. Poi, prendendo l'ultimo) Io metto questo. (Lo getta, a parte, sopra una sedia.)

Sofia

Via, non è bello, ma, almeno, è di buon augurio.

Nellina

Perchè?

Sofia

È l'abito che lei aveva la sera in cui si liberò dal signor Giacomo.

Nellina

(scattando d'ira e di severità) Come vi permettete di mancare di rispetto al signor Giacomo, voi?!

Sofia

Lei lo mise in croce e poi sono io che gli manco di rispetto?!

Nellina

Siete pregata di non parlare mai più di lui!... E venite immediatamente a calzarmi quest'altro scarpino, senza farmi bestemmiare. (Ciò dicendo, ha preso di fra i ninnoli una sigaretta e uno scatolino in cui sono i fiammiferi, e ora siede di nuovo sulla poltrona.)

Sofia

(le s'inginocchia dinnanzi per calzarle lo scarpino.)

Nellina

(con la testa arrovesciata sulla bassa spalliera della poltrona, accende la sigaretta.)

Sofia

Cosa fa? Mi brucia i capelli!

Nellina

Ma che capelli! È un parrucchino! Ve ne regalerò uno più nero.