SCENA IV.

GIGETTA, NELLINA, GIACOMO.

La voce di Giacomo

(chiamando con ansia:) Nellina!... Nellina!...

Nellina

(in un sussulto di spavento) È Giacomo!

Gigetta

(in un sussulto di gioia) Lo vedi, lo vedi che è tornato!

Nellina

(presa da grande orgasmo) E come farò, Gigetta? Fra poco verrà quella gente!...

Giacomo

(entra dal fondo, correndo verso di lei; ma, alla vista di Gigetta, si arresta turbato.) Ti credevo sola.

Nellina

Gigetta è di casa... (Poi, con una certa titubanza) Stavi per abbracciarmi.... Fallo.

Giacomo

(respingendola con mitezza e guardandola da capo a piedi) Sei tutta elegante....

Nellina

... Sono andata al teatro con Gigetta....

Gigetta

... Difatti, siamo state a teatro insieme, signor Giacomo.

Giacomo

(continuando a guardare Nellina) Hai gli occhi tinti... (Passandole sopra una gota la punta di un dito) Hai ancora in faccia un avanzo di sudiceria... (a Gigetta:) Naturalmente, siete voi che le date lezione....

Gigetta

No, signor Giacomo! Al contrario: io l'ho rimproverata.

Giacomo

Di che l'avete rimproverata se lei cerca di imitarvi?

Gigetta

Io vorrei che ciò non accadesse: credetemi.

Nellina

È tanto severa con me!

Giacomo

Ma ti conduce a teatro per metterti in mostra.

Gigetta

(di scatto) No!

Nellina

(sùbito) Sono io che ho voluto farmi condurre.

Giacomo

Si vede che ti eri già consolata del mio allontanamento.

Nellina

Volevo distrarmi, volevo dimenticare....

Gigetta

Ella era convinta che non sareste tornato....

Giacomo

E perciò non bisognava sprecar sospiri, non bisognava perdere tempo. È questo il consiglio che le avete dato?

Gigetta

... Voi sospettate sempre di me e io non ho nessun mezzo per dimostrarvi che... c'è un equivoco.

Giacomo

Io non sospetto di voi più che di lei. Sospetto egualmente di tutte e due, senza distinguervi l'una dall'altra. Voi siete diventate inseparabili fra voi, quasi che ciascuna delle vostre persone, prima che vi conosceste, non fosse stata completa; ed ora siete inseparabili anche per me. Così mi sembrate, così vi vedo, così vi penso, e, nel mio pensiero, nelle mie impressioni, non saprei più separare l'influenza di Gigetta dall'istinto di Nellina.

Nellina

(con energia) Se Gigetta avesse influenza su me, io sarei una santa!

Giacomo

È stata una santa, lei?!

Nellina

Per conto suo, sarà stata, probabilmente, ciò che hanno voluto farla essere. Vicino a me, è una creatura angelica, innanzi alla quale io dovrei arrossire.

Gigetta

No, Nellina. Più ti affatichi a difendermi e più gli riesco odiosa. La mia presenza suscita in lui un'amarezza... forse non ingiusta. È veramente un gran disappunto che egli m'abbia trovata qui. Piuttosto che difendermi, permettimi di andar via.

Nellina

(fissando su lei gli sguardi supplichevoli)... Proprio stasera?

Giacomo

Cos'è? Ti faccio paura? Io sono rientrato in questa casa ancora vinto dalla prepotenza di quel sentimento che ha sconvolta tutta la mia vita; ci sono rientrato portando ancora con me, per un impulso di bene, la certezza di domare le tue ribellioni, di moderare la tua sregolatezza, di rendere meno irrequieto il tuo spirito; e tu, invece di ricevermi con fiducia, ti allarmi e tremi come se io fossi venuto a punirti! È scoraggiante! (Siede.)

Gigetta

(a Nellina, con molta mitezza:) Non ha torto il signor Giacomo.

Nellina

(inquietissima, ostinata, afferrandole un braccio) Tu non devi distaccarti da me, questa sera.

Gigetta

Ma io qui sono di troppo. È naturale che egli desideri di parlarti liberamente. Se non vuoi permettere che io me ne vada, permettimi almeno di non essere importuna. (Accostandosi un poco a Giacomo) Vi dispiace, signor Giacomo, che io resti di là.

Giacomo

(con qualche reticenza, ma in un tono remissivo e deferente) Io non v'ho mai messa alla porta, Gigetta.

Gigetta

(si avvicina a Nellina, e le chiede trepidante:) Sei contenta, così?

Nellina

Ma non ti muovere dalla mia camera! (Abbassando la voce) E se ti chiamo, vieni sùbito.

Gigetta

(sogguardando Giacomo, che è assorto, la interroga segretamente, ansiosamente:) Che farai quando giungeranno quei signori?

Nellina

(nervosa, torva, risponde pianissimo:) Non me ne rendo conto. Accadrà quello che deve accadere!

Gigetta

Ma, in fondo, tu hai gioito ch'egli sia tornato!

Giacomo

(vedendo confabulare le due donne) Eccole lì, come sempre, a mescolare e a confondere le loro idee, le loro volontà, le loro sensazioni, le loro anime! (Andando verso Nellina quasi con violenza) Io voglio guardare la coscienza tua, stasera! Mi capisci sì o no? Voglio guardarla sottratta, per quanto è possibile, alle influenze e ai consigli altrui, siano pure influenze e consigli sublimi, perchè mi è necessario di comprendere chi sei, oramai, per te stessa e per me! (Si frena un po'.) Vi prego, Gigetta: allontanatevi.

Gigetta

(vorrebbe aggiungere qualche cosa. Non ardisce, e, col cuore in palpiti, esortando con lo sguardo Nellina a essere buona e ad arrendersi, dopo avere indugiato presso la porta, esce a destra.)