SCENA V.

NELLINA e GIACOMO.

(Entra Giacomo dal fondo, col cappello in testa, assorto. Accorgendosi di Nellina, vorrebbe ritrarsi; ma Nellina si è già voltata.)

Nellina

Che è? Avete visto il diavolo?

Giacomo

Cercavo di mio padre.

Nellina

Vostro padre accompagna Gigetta che se ne va.

Giacomo

Come avete imparato questo nome?

Nellina

L'ho udito da vostro padre, l'ho udito da don Candido.

Giacomo

Vi hanno parlato di quella donna?!

Nellina

A me, no. Ma ne parlavano fra loro. Anche i servi ne parlavano fra loro, e la chiamavano Gigetta, quando lei faceva spesso delle visite a vostro padre.

Giacomo

E voi la vedevate?

Nellina

Mi nascondevo dietro le portiere per vederla un po' e per sentirne il profumo. Porta un profumo che mi piace tanto! (Annusando con voluttà) Ce n'è ancora nell'aria. Non lo sentite, voi?

Giacomo

L'avete incontrata in questo salotto?

Nellina

Proprio nel momento che lei stava per uscirne. L'ho potuta vedere bene, oggi.... Poveretta! È sciupata.... Ma sempre elegante!... Sempre caruccia!... (Raggiante di contentezza) E come mi ha guardata!...

Giacomo

(mite) Non è lodevole tutto questo entusiasmo per una donna di quel genere.

Nellina

Ho un così gran desiderio di diventare la sua amica!

Giacomo

È un desiderio di cui dovreste vergognarvi!

Nellina

(alzando le spalle) Perchè?... Non potrò forse un giorno essere come lei?

(Un silenzio.)

Giacomo

(si avvia verso la comune.)

Nellina

(afferrandolo per la giacca) Ma no. State un poco qui, con me.

Giacomo

Ho fretta, Nellina. Ho fretta.

Nellina

(tenendolo per un braccio) Che cosa dovete dire, con tanta premura, a vostro padre? (Breve pausa.) Da qualche giorno, siete così taciturno, così preoccupato!... (Con forza, quasi con rabbia) Io voglio sapere ciò che dovete dirgli!

Giacomo

(evita gli sguardi di lei per non farsi indovinare, e tace, cercando di nascondere la sua emozione.)

Nellina

Ho capito! Vi siete deciso a partire.

Giacomo

V'ingannate.

Nellina

Ne avevate già il progetto, e ho veduto, stamane, portare un grosso baule nella vostra stanza.... Voi partite oggi stesso.

Giacomo

Ebbene, sì, parto. Parto! Parto! Qui dentro mi sento soffocare.

Nellina

(seccamente) Io voglio venire con voi.

Giacomo

(con uno scatto di spavento e di rifiuto reciso) No, Nellina!

Nellina

E mi lascerete sola, in questa casa? Sola, nelle mani di vostro padre?

Giacomo

Ciò non mi riguarda.

Nellina

Vi riguarda, perchè mi volete bene.

Giacomo

(dissimulando) Non è vero.

Nellina

È tanto vero che ve ne andate per non assistere alla infamia che vostro padre sta per commettere.

Giacomo

Evitare una sensazione di orrore non significa volervi bene.

Nellina

Non mi avete detto mai una parola senza farmi sentire che me ne volete immensamente.

Giacomo

Io ho cercato di mettere nel vostro animo qualche germe di virtù che vi era rifiutato dal destino. (Insistendo nella dissimulazione) Voi avete creduto amore questo mio proponimento pietoso. Ma, intanto, giacchè i miei sforzi sono stati inutili, non c'è, fra voi e me, neppure quell'affetto buono che essi avrebbero potuto creare.

Nellina

Forse, avete ragione; ma io ho la certezza che, se mi affido a voi, le vostre braccia mi terranno stretta.

Giacomo

(preso di nuovo dallo spavento) Non lo fate, non lo fate, Nellina! Saremmo tanto infelici tutti e due! Io vi torturerei — e inutilmente — per vincere la vostra indole, che corre verso quello che c'è di più abietto sulla terra e voi finireste col torturare me, perchè non potreste mai riuscire ad amarmi!

Nellina

Io lo desidero, Giacomo. Vi giuro che lo desidero. Vi giuro che lo spero.

Giacomo

Ma non lo spero io!

Nellina

Lo vedete che mi volete bene!

Giacomo

Non debbo volervene! Non debbo trafiggere mio padre, che, dopo tutto, non è che un disgraziato.

Nellina

Egli è il lupo che da un momento all'altro mi si avventerà addosso per divorarmi!

Giacomo

Silenzio! Sta per venire.

Nellina

(fugge per la porta a sinistra.)