SCENA SECONDA.
(Entrano, l'una dopo l'altra, affaccendate, Rossana, Albertina, Ninì.)
Rossana
Dunque?
Albertina
Dunque?
Ninì
Dunque?
Amalia
Sinora, nulla.
Rossana
E Claudine?
Amalia
Sta vestendosi. Io, intanto, vi ho annunziate.
Rossana
Noi siamo entrate così, perchè il portiere dell'hôtel ci ha detto che non dovevamo farci annunziare. (Con una intonazione di meraviglia) Ha avuto l'ordine di spedire senz'altro al numero 28 chiunque chiedesse di Enrico Carmineti o di Claudine Ranier. Trovo strano!
(Abbassano la voce per comentare.)
Amalia
Ingresso libero, oggi!
Rossana
Mentre, oggi, al suo posto, una donna veramente elegante non riceve nessuno.
Amalia
Ma come potrebb'essere, lei, una donna elegante?!
Albertina
Con quella parlatura che ha presa, di ciabattona napoletana!...
Amalia
E con quelle mani!...
Rossana
E con quei piedi!... Dio, che piedi!
Ninì
(andando in giro, un po' imbambolata, per la stanza, ha notato sul tavolino il ritratto di Enrico e ora, sollevandolo delicatamente, nella cornice dorata, con ambo le mani, se lo studia.) Come l'hanno dimagrato, qui, il signor Enrico!
Rossana
Vedere! (Corre e s'impossessa del ritratto.)
Albertina
Vedere! Vedere!
Tutte e quattro
(in gruppo, esaminano la fotografia.)
Rossana
Sempre un portento di omo, però!
Albertina
Qui, somiglia al Conte di Torino.
Amalia
Ma che!... In questa fotografia somiglia al Duca degli Abruzzi.
Rossana
Con i baffi di più. (Ripone sul tavolino.)
Amalia
Comunque, Ninì preferisce l'originale.
Ninì
(arrossendo) A che proposito?
Amalia
Cos'è?... Non ti piace Enrico? Non ne sei un poco innamorata?
Ninì
(con ingenua dissimulazione) Un uomo che ha trentacinque o trentasei anni non mi può piacere.
Albertina
Oh bella!
Amalia
E perchè?
Ninì
Perchè mammà vuole che mi piacciano solamente gli uomini che hanno meno di vent'anni o più di settanta.
(Si ride.)
Rossana
Dopo tutto, non ha torto. Sono i più comodi. (Mutando) Va per le lunghe la toletta della parigina. (Chiama sdolcinatamente) Claudine!... Siamo qui! Ansiosissime!...
Albertina
(imitando) Non farti aspettare troppo.
Claudine
(ancora di dentro) Venco, venco dans un instant.
Albertina
(prendendo una sigaretta da una scatola) Provvisoriamente, ti rubo una sigaretta.
Claudine
Oui, chère.
Amalia
Io, un fondant.
Ninì
Io, una rosa.
(Eseguono.)
Rossana
Quanto a me, non voglio rubarti un bel niente!
Claudine
Prends garde per la coda di paglia, Rossana! Et à bon entendeur, salut!
Rossana
(piano) Sciocca!
Albertina
(offrendo alle altre, con in mano la scatola) Vi servite anche voi?
Amalia
(servendosi) Quel che si lascia è perso.
Ninì
Lo sai che non fumo.
Rossana
Io fumo le mie. (Cava dalla sua borsa un portasigarette e un portafiammiferi, l'uno e l'altro d'oro, cercando di mostrarli.)
(Ricomincia il cicaleccio della maldicenza. — Amalia, Rossana, Albertina accendono le sigarette, fumano.)
Rossana
Tre ore davanti allo specchio, anche oggi! Non par vero!
Albertina
Ci giurerei che non è neppure in pena per quel disgraziato che si batte per lei.
Amalia
Come vuoi che sia in pena se iersera lei stessa gli montò la testa contro il marchesino?
Ninì
Che cattiva!
Rossana
(con ostentato disgusto, ad Amalia) Ne sei sicura?!
Amalia
Ero lì.
Le altre
(circondandola, assediandola) Racconta... Racconta...