SCENA TERZA.
Clotilde
(entra dalla veranda, in gran toilette di occasione. Nel vedere Enrico, lo apostrofa giovialmente) Ah, sei qui, tu? Molto corretto questo padrone di casa che lascia in asso i suoi invitati!
Nanetta
Gliel'ho rimproverato anch'io, pocanzi.
Clotilde
Che sei venuto a fare da Nanetta? Sei venuto a renderle conto delle tue prime gloriole mondane? (A Nanetta) Hai visto che cicisbeo settecento vien fuori dal piccolo prete spretato?
Nanetta
(assorta, ma cercando d'intonarsi) Un po' merito mio, perchè sono io che te lo sto educando.
Clotilde
Lo so, lo so che ti sei rubato il mio posto! Per lui, oramai, non c'è che Nanetta. «Nanetta ha deciso...», «Nanetta vuole...», «Nanetta desidera...» Io sono l'acca nell'alfabeto! (A lui, con severità buffonesca) Ma t'ho fatto io, ti prego di credere, e non senza qualche fastidio!... Se torno a nascere, tutto, fuorchè fare dei figli!
Enrico
(celiando) Avresti potuto dire: «se torno a maritarmi».
Clotilde
Ti tiro l'orecchio, sai. (Con intima compiacenza) Pigli in canzonella tua madre?
Enrico
Perchè?... Stasera, sembravi una donna giovane, ed eri la più bella di tutte... Dopo Nanetta, beninteso.
Nanetta
Non voglio di queste sciocchezze, Enrico!
Clotilde
Io le voglio, invece. Mi dà il secondo premio dopo di te. A me conviene. (Con leggerezza, con superficialità, mutando) Che ti raccontava? Che ti raccontava? Fammi esilarare.
Nanetta
Niente mi raccontava. (Si sdraia in una poltrona, un po' appartata.)
Enrico
Non avevo niente da raccontarle, mamma. E poi, lasciala in pace. Non ti accorgi che è di pessimo umore?
Clotilde
(a Nanetta) Sei di pessimo umore... Ah, già... Dimenticavo il meglio... Cioè, il peggio! Hai annunziato alle turbe di avere mal di capo; ma io ho capito. Oh, se ho capito!... E, anzi, Nanetta mia, se posso esserti utile...
Nanetta
(aspra e altera) In che, zia?!
Enrico
(con calore) Bisognerebbe poterle cambiare il cervello e il cuore!
Clotilde
Zitto tu, e vai a letto! Di che cosa t'immischi?! A letto, a letto, subito! March!
Enrico
«A letto subito»! Siamo tornati indietro di quindici anni! (Scherzoso, ma non senza quel certo dispetto ch'egli prova quando è trattato da ragazzo) Ti accontento perchè Nanetta mi aveva già licenziato. Se no...!
Clotilde
Bada che te lo tiro l'orecchio.
Enrico
Sì, sì, domani.
Clotilde
Stasera! Stasera! Vuoi vedere come te lo tiro? (Si slancia, per chiasso, verso di lui.)
Enrico
Mamma, ti prego: non esagerare! (Le sfugge.)
Clotilde
(lo insegue) Vuoi vederlo?
Enrico
Uffà! (Via di corsa per la veranda.)