SCENA IV.
IL COMMISSARIO, OSCAR, BETTA e LA GUARDIA.
La Guardia
(di dentro) È permesso?
Il Commissario
Entrate.
La Guardia
(fermandosi sulla soglia) Signor Commissario, ho consegnato il biglietto alla sua signora. Ella è qui!
Oscar
Lei!
Il Commissario
Giunge a proposito. Dite che favorisca.
La Guardia
(va via.)
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Betta
(entra disinvolta) Son venuta io stessa a... (Sorpresa e sconcertata, tra sè) Oscar!... (Al commissario, sforzandosi di nascondere l'impressione ricevuta) Son venuta io stessa a....
Il Commissario
(trattenendo l'ira) A darmi i chiarimenti che desidero.
Betta
Si tratterebbe d'un furto commesso in casa nostra. Mi pare che m'hai scritto così. Ma come? Ma quando? Non capisco. In casa ho rovistato dappertutto, e non manca assolutamente nulla.
Il Commissario
Ah sì? Assolutamente nulla? Il caso è davvero singolare. Un ladro è, senza dubbio, penetrato in casa nostra poco prima delle dieci e mezzo di iersera; e quindi, dandosi alla fuga, è cascato dal muro del giardino e s'è fracassato....
Betta
(ansiosa) S'è fracassato?...
Il Commissario
(sogghignando) Quasi niente; ma, in compenso, è stato arrestato!
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Betta
(parlando a stento) Ma era, poi, certamente un ladro?
Il Commissario
Non è vero, Oscar Gentiletti? Avete voi confessato d'essere un ladro?
Oscar
(balbettando) Sì, cavaliere....
Betta
(ha un sorriso di gratitudine.)
Il Commissario
E, intanto, in casa nostra, non manca assolutamente nulla! Anzi, forse, chi sa, a cercar bene,... ci si troverebbe qualche cosa di più!
Betta
È strano!
Il Commissario
È stranissimo! Ma udite, udite, moglie mia, quest'altro particolare anche più strano. Io ho fatto perquisire il ladro.... Ebbene, gli è stato trovato indosso... (ringhiando) il vostro ritratto! (in fretta, cava di tasca una fotografia e gliela getta innanzi.)
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Betta
(raccogliendo il ritratto e animandosi d'un subito) Il ritratto della nostra serva!!?
Il Commissario
(in un sussulto di rabbia e mortificazione, tra sè) Maledetto!... mi sono sbagliato!...
Betta
(riacquistando coraggio) E c'è perfino una dedica, e che dedica! È firmata «Teresina», e dice: (legge:) «Al mio amatisime Cucù».
Il Commissario
(fingendo meraviglia) Cucù!?
Betta
Cucù!
Oscar
Cucù!!
Betta
Ah! ora comprendo!... (Con malizia) Il signore... come si chiama?... insomma il signor Cucù... è un ladro di cuori. Ma è discreto. Si contenta di rubare quello delle serve.
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Oscar
(tra sè, rallegrandosi) Magnifico!
Il Commissario
(a Betta, fremendo) Smettete, signora moglie! Il ritratto trovato indosso a lui è un altro... (Lo cerca nelle tasche.)
Betta
(seria) Prego, signor marito. Se possedeste il ritratto della nostra serva senza averlo trovato indosso all'amante di lei, l'amatisime Cucù non sarebbe più lui (indicando Oscar), ma, caro Commissario, sareste voi! A conti fatti, non vi resta che mettere in libertà l'amante. Quanto a me, provvederò a mettere in libertà... la serva!