SCENA PRIMA.

Marino — Il Servo — poi Dianora.

Il Servo

Professore, vuole che accenda?

Marino

Mi par presto.

Il Servo

Come vuole lei.

Ed esce. Marino riguarda il dipinto, lo avvicina a sè, lo allontana, scuote la testa con dispregio. Quando vede apparire dietro la vetrata Dianora, lo depone sulla scrivania.

Dianora

sorridente.

Buona sera, Serralunga.

Gli porge le mani.

Marino

s'inchina.

Buona sera, signora.

Dianora

Mi dica la verità, ha pranzato?

Marino

Io sì; son venuto troppo presto?

Dianora

sorride.

Ma no. Io mi alzo adesso da tavola. Non l'ho mandata a chiamare per non levarla anche oggi a suo padre. Ero sola perchè i miei uomini sono andati alla Primaschina e, secondo l'ora, tornano.... mangiati o da mangiare.

Marino si tura le orecchie. Dianora ride e suona.

Marino

Anche il signor principe è fuori?

Dianora

Sì, anche papà. La gita alla Primaschina è per lui, per mostrargli gli ultimi lavori. Lei li ha già visti, vero? Io non sono andata: troppo caldo.

Apparisce un altro servo.

Da bere.

Il servo s'inchina, esce.

E allora hanno caricato a forza il Cappelli. Se c'era anche lei, volevano anche lei. Ma al Ginnasio non c'era, così lei si è salvato e il povero Cappelli no.

Marino

Cappelli per amor suo farebbe questo e altro.

Dianora

sorride.

Ma io non facevo parte della comitiva.

Marino

Questo è vero. E il signor principe si trattiene ancora?

Dianora

Fino a sabato, perchè lunedì si riapre il Senato. Ci pensi! a metà luglio!

Entrano due servi gallonati, quel di prima e un altro, con la guantiera, il secchiello del ghiaccio, siroppi, che depongono su un tavolinetto basso, poi Dianora, a tempo, li congeda col gesto.

Papà deve avere una grande simpatia per lei. Spremuta di limone, vero?

Marino

conferma col gesto.

Simpatia ricambiata.

Dianora

Perchè lei l'ha battuto a scacchi, e tuttavia non le serba rancore. Io gliel'ho detto «Serra....» perchè io d'ora in poi la chiamo Serra.... Serralunga è troppo lungo, «Marino Serra» mi piace di più....

Dianora serve, Marino beve.

Permette?

Marino

magnanimo, con gesto largo.

Permetto! Sebbene tutto è questione d'abitudine. Il suo nome, prima, mi garbava poco....

Dianora

Lo so: me lo disse Cappelli.

Marino

minaccioso col gesto.

Ah! birbante. Ebbene, ora trovo che le si adatta alla persona come una veste. «Dianora». È pulito. Non ricordo nella storia o nella leggenda peccatrici di tal nome. È luminoso e sonoro. «Dianora».

Dianora

sorride.

Ma guardi un po' quante cose è!

Marino

gaio.

E poi è ricco di rime: facili ma non volgari.

Quasi canticchiando.

«Ridi, ridi, ridi ancora — bella bocca di Dianora.» «Quando sorgi appar l'aurora — Tutto intorno s'incolora.» «L'aria, il prato, il ciel s'indora.» E si potrebbe seguitare per un pezzo.

Ride.

E lei, pur mantenendo la rima, può mandare.... «il poeta alla malora». Ma sa perchè mi piace lei — la persona oltre che il nome? Glielo voglio dire.

Dianora

Bravo, me lo dica: così ci ripenserò questi tre mesi che lei starà via. Se sapesse quanto lei mi mancherà!

Marino

Non mi faccia insuperbire, che son già orgoglioso di mio.

Dianora

Dunque mi dica; perchè le piaccio?

Marino

Perchè è una donna per bene, di una bella sanità fisica e morale. Non ha la bellezza gracile e fuggitiva di certi fiori esotici: è una bellezza italiana. E a me piacciono gli scrittori pastosi, i pittori ricchi di colore, e le donne che riposano e non tormentano.

S'inchina.

Lei, signora, mi piace. Eccole fatta, a mio modo, la mia dichiarazione.

Dianora

Sì, sì! Ma in casa mia non ci voleva venire.

Marino

Ma poi ci sono venuto fin troppo.

Dianora

Troppo no.

Marino

Se non le par troppo, bontà sua, ma son qui da loro quasi ogni sera, e il professsor Del Basso ci ha scritto su un epigramma.

Dianora

Ah! Sì?

Marino

Lo vuol sentire? Sì? glielo dico: «Quando giunse al castel torvo, Marino — Guarda si disse: — che bel can mastino! — Non passò un anno da quel giorno ancora; — Si dice: — Che bel cane da signora!»

Dianora

Non c'è mica male!

Marino

Soltanto, come cane da signora, sono mal pettinato.

Dianora

E ci ha il fiocco di traverso. Si aggiusti la cravatta che è storta....

Marino

Così?

E tira.

Dianora

ridendo.

Ma no.... Se non si guarda allo specchio....

Marino

si accomoda allo specchio, poi si dà una gran manata ai capelli.

Bah! come muso non c'è poi tanto male!

E dà in una allegra risata.

Dianora

La sua dama come lo trova?

Marino

Mai avuto dame.

Dianora

Evvia!

Marino

Le mie dame; prima la licenza liceale, poi la laurea, e prima e poi l'Italia. Permio! Se è bella! Viva l'Italia, permio!

E poichè si trova con una giravolta innanzi al pianoforte aperto mette le dita sulla tastiera.

Dianora

Bravo! Giacchè è lì canti qualche cosa.

Marino

Ah, no!

E chiude il piano.

Dianora

Un'aria antica, che le canta così bene.... Anzi, mi spiega perchè per tanti mesi nascose a tutti le sue capacità musicali?

Marino

Primo: perchè sono scarse....

Dianora protesta.

Si fidi di me, sono scarse. Secondo: perchè non volevo apparire il saputello in conversazione o, Dio ci liberi tutti, la ragazzina assetatuzza che parla francese, tedesco, dipinge fiori e stonicchia romanze da salotto.

Dianora

scherzando.

Io penso che lo fece per civetteria.

Marino

Questo mai.

Dianora

Comunque le riuscì bene. Sentirla cantare fu una dolce sorpresa.

Marino

malizioso.

Dolce anche per Cappelli? Non credo.... Lo sa che adesso è geloso di me?

Dianora

Mi sono accorta. Ma che ci posso fare? Volta a volta è stato geloso di tutti. Poi si avvede che non c'è un motivo e si acquieta. — E quella professoressa, sempre innamorata di lui?

Marino

Sempre. Poverina, mi fa una gran pena. A volte la sorprendo che lo guarda con tanto accoramento che mi commuove! Quella, pel suo amore, è capace di qualunque sacrificio e di qualunque delitto.

Dianora

Come tutte le donne.

Marino

Tutte non crederei. Lei per esempio, no.

Dianora

Anche lei va dietro alla solita leggenda che io son fredda, insensibile, diamantina? Trasparente ma gelida? Falso. Ho anch'io le mie nausee e i miei turbamenti. Soltanto li tengo per me, non li dò in pasto alla gente. E creda che con un marito come il mio....

Si ferma, cambia discorso.

Accendo.

Dianora ora vede il dipinto.

Ah! ha riportato il quadro.

E lo prende.

E dunque?

Marino

Confermo la diagnosi: venti lire a pagarlo il suo prezzo.

Dianora

No, via.

Marino

Io, venti lire non le darei. E suo marito l'ha pagato cinquemila, mi pare!...

Dianora

Sì, cinquemila.

Marino

Questa volta il signor marchese è stato buscherato. E ci ho gusto.

Dianora

scherzosamente.

Professore! Certe compiacenze almeno le tenga per sè.

Marino

imperterrito.

Sì, perchè lui passa la vita a buscherare gli altri: si provi anche lui! A meno che il marchese non abbia voluto comprare un falso, sapendolo falso.

Dianora

A che scopo?

Marino

Per dare le cinquemila lire.

Dianora

Ma a che scopo?

Marino

conferma.

Dare cinquemila lire a persona che interessa cui si deve un favore, un servizio! Non so: un modo di pagare senza offendere o senza averne l'aria.

Dianora

Ma no! Se ha comprato dal Barancola, il padre dell'Isolina.

Marino

con una risata.

Allora! Non cinque.... diecimila!

Dianora

Perchè?

Marino

con un gesto largo.

Eeh!

Dianora

L'Isolina!? No, non è possibile!

Marino

vuol deviare e si alza.

Allora vogliamo fare un po' di musica? Ma io suono e lei canta. Oppure lei canta e suona, e io sto a sentire.... Beatitudine piena! Una bella voce calda come la sua, vetrate aperte sul giardino fiorito e in cielo tutto un spolverìo di stelle.

Dianora è pensosa.

Guardi, guardi il cielo.

Dianora

L'Isolina! Ma no, via!

Tutto questo come a sè, più forte.

Del resto

Si avvia.

ora sentiamo.

E suona.

Marino

Che fa, signora? che fa?

Dianora

La chiamo e le domando.

Marino

Io vado via.

Dianora

No. Non è forse nelle usanze, ma voglio che senta anche lei. Perchè potrebbe ricredersi e smentire questa stupida calunnia.

Apparisce un servo.

Mandatemi l'Isolina.

Il servo esce.

Marino

Dunque lei non sapeva? Eppure suo marito non si fa un riguardo.... E generalmente si pensava che lei si sentisse superiore a queste miserie.

Dianora

Di altre sì, sapevo e tacevo; ma di questa....

S'interrompe.

È qui.