SCENA PRIMA.
La Giliardi — Emilio — poi Marino.
Emilio Serralunga è un vecchietto lindo, arzillo, barbuto, asciutto, dagli occhi vivacissimi e dal parlar fiorito, con qualche cadenza dialettale.
Emilio
Ah! non lo sapeva? Sicuro! Marino sarebbe il mio quarto figliolo: due femmine e un maschio prima di lui. La mia moglie — poverina — quasi quasi si era impaurita quando si accorse d'essere un'altra volta....
Ha ritegno a dire «incinta» e fa vagamente il gesto della rotondità.
Ha capito? Mica che non lo desiderasse, tutt'altro! ci si struggeva dalla grande smania di aver un figliolo, almeno uno!... ma gli altri erano andati a male prima di nascere o erano morti in fascie, capisce? Invece, ringraziando Dio, Marino venne al mondo che era una bellezza, che tutti si voltavano a guardarlo, e stette sempre bene, sempre bene. Prospero e in salute. Ma lei, la mia povera moglie, che l'aveva sospirato tanto! se lo potè goder poco, perchè si ammalò che lui aveva quattro anni: mesi, mesi e mesi in letto e poi....
Fa il cenno ch'è volata in cielo.
Ma si vede che dall'alto me lo protegge e benedice. Io non ho mai avuto un dispiacere da lui, mai. È buono. Marino! E poi
Si picchia col dito sulla fronte.
ha capito? ingegno! Di quello anche la mia moglie ce n'aveva.... Studiare no.... poverina.... non aveva potuto e per questo era ignorante, ma.... si figuri....
S'interrompe nel parlare dolce e lento.
Ma io la stordisco e l'annoio....
La Giliardi
che ogni tanto si distraeva, ma si forzava a mostrarsi attenta.
No, no. S'immagini! È un piacere sentirla discorrere.
Emilio
Perchè io discorrevo per farle passare il tempo che ha da aspettarlo, ma se invece preferisce restarsene sola a leggere un libro.... io me ne vado di là....
La Giliardi
lo ferma col gesto.
Ma no, ma no. Che le pare? — E ora che sono cominciate le vacanze estive, che cosa intendono di fare?
Un po' esitando.
Il suo figliolo le avrà pur dette le sue intenzioni!
Emilio
Mah! Io non so nulla.
E ci ride.
Non so nulla. Tanto! per me un paese o l'altro.... Se son con lui che me ne importa? Io credo — credo, veh! — credo che andiamo a Roma.
La Giliardi
Ah!
Emilio
Sì, perchè quando mi fece venir qui a Salduggio — domani sarà un mese — sicuro! ci venni il sedici di giugno — quando mi fece venir qui a Salduggio, mi scrisse: «Poi torneremo insieme a casa.» — Ma può anche aver mutato pensiero. Forse — badi che non lo so di sicuro — lui prima va a Venezia per certi suoi studi sui pittori di quella città lì e mi verrebbe a raggiungere. Stamane mi pare che dicesse così.... ma parlò breve, io ero attorno ai miei fiori, e non gli chiesi altro perchè non mi piace apparire insistente.
Ride dolcemente.
Si, capisco bene, lui è figliolo e io sono il babbo.... Ma quando i figlioli ne sanno tanto più del babbo.... allora i babbi fanno da figlioli, e i figlioli fanno da babbi.
E ci ride.
E lei, signorina, dove passerà le sue vacanze?
La Giliardi
Io? Vado a casa mia.
Emilio
In Toscana, vero?
La Giliardi
In Toscana, a Livorno.
Emilio
Ah! Senti: a Livorno? Ci fui.... ci fui....
Cerca nella memoria e rinunzia.
Sono tanti anni! Col mio povero babbo. Bella città.
Quasi affermativo.
Ma in ottobre tornerà a Salduggio?
La Giliardi
Chissà!
Emilio
Vorrebbe cambiare? O che non ci si trova bene? Certo è piccolina, non ci sono molti svaghi, ma pure è graziosa.... Anche questi signori marchesi di Primasco dice che sono tanto ospitalieri, tanto accoglienti.... La signora marchesa specialmente. Lei, signorina, la conosce?
La Giliardi
No, non la conosco.
Emilio
sorpreso.
Ah! no? Io la vidi un giorno di sfuggita.... Me la segnò a dito un bottegaio, ma mi sarebbe piaciuto, non dico di avvicinarla.... ci avrei troppa soggezione.... ma di sentire anche da lei....
Una chiave gira nella toppa.
Marino è qui....
Si alza per avviarsi, ma Marino sopraggiunge. Anche la Giliardi si è alzata.
Marino
tra dentro e fuori.
Ciao, babbo.
Emilio
Guarda, Marino!
E indica la Giliardi.
Marino
un po' inquieto.
Oh! Che c'è? Qualche novità?
La Giliardi
Ma no! Vi ho voluto fare una sorpresa.
Marino
La Giliardi
Almeno una: la visita di congedo.
Marino
Partite domani?
La Giliardi
incerta.
Domani, dopo domani....
Marino
volgendosi al padre.
Le hai offerto da bere?
Emilio
Non ha voluto. Ti aspetta da un pezzo, sai!
Marino
Bravo, che le hai tenuto compagnia.
La Giliardi
Gli son proprio grato.
Emilio ridente fa un piccolo inchino.
Marino
Voi non lo conoscevate mio padre?
La Giliardi
Non avevo questo piacere.
Altro inchino di Emilio.
Sì, sì, non per modo di dire: il piacere. Mi ha fatto vedere anche i fiori.... Che bravo!
Silenzio.
Emilio
quasi chiedendo più che il parere il permesso di Marino.
Allora io vado?
Marino
Va' va'.... Ma non esci, vero? Quando già ero su per le scale mi sono ricordato che dovevo prendere.... Poi ti dico.
Fa una carezza lenta e amorosa su tutto il viso del padre.
Vero che è simpatico il mio vecchietto?
Emilio scuote la testa sorridendo.
La Giliardi
Emilio
si congeda dalla Giliardi.
Si conservi anche lei, signorina.
La Giliardi
Non mi chiami signorina.
Emilio
guarda Marino come sempre a chiedergli consiglio.
E come devo dire? Dottoressa, professoressa?
La Giliardi
Dica Teresa, dica figliola....
Emilio
Troppa confidenza, così presto; vero, Marino? Se tornerà lei e se tornerò io un altr'anno, allora sì, dirò «Teresa». Va bene? Buone vacanze.
La Giliardi
Grazie.
Gli prende la mano, gliela vorrebbe baciare.
Emilio
si ritrae e dice scherzosamente.
Ma che fa? Non sono mica il vescovo. Ha capito?
Alla porta fa un altro breve inchino ed esce. I due lo seguono con gli occhi fin dopo che è uscito. Quando si voltano si fissano. Hanno un'altra faccia, una faccia ansiosa.
Marino
concitato.
E dunque? Che significa questa vostra visita?
La Giliardi
Niente.
Marino
Eh no! Niente no. Ma dite presto perchè ho molte cose da preparare.
La Giliardi
Per la vostra partenza.
Marino
la fissa in silenzio.
Naturalmente. Per la mia partenza. — E poi? Dite, fuori.
La Giliardi
si decide.
Vi volevo parlare di Cappelli.
Marino
Ah! ecco: ora ci siamo.
La Giliardi
Non so quello che gli abbiate detto.... o voi.... o un'altra persona.... Parte ha indovinato, parte ha avuto delle confidenze.... Io so e non so.... o meglio, credo di sapere.
Poi più basso, intensamente, accoratamente.
È disperato.
Marino
aggrotta le sopracciglia.
Più chiara. Siate più chiara. Non parlate per strambotti.
La Giliardi
Sì che mi capite. Forse lui, con l'immaginazione, va anche più in là del vero. Io dovrei essere contenta che soffrisse per quell'altra: senza volerlo, nè lui nè lei, mi hanno fatto tanto male! Lei senza responsabilità, senza colpa, lo riconosco.... Dovrei esser contenta; e invece no.... E quando lui mi ha detto di voi, ne ho patito per lui. In certe ore c'è una solidarietà.... illogica, innaturale.... ma c'è. Pensate a che punto di desolazione dev'essere se è venuto a piangere da me: come un ragazzo!
Marino
aspro.
È venuto da voi!
La Giliardi
Soffre tanto!
Marino
A piangere da voi! È straordinario!
La Giliardi
Che importa! Sapeva che io lo potevo capire. E soffre: ma dire che soffre è poco: non vi fate un'idea.
Con una certa esitazione iniziale.
Quella signora.... non l'amava, ma ormai ci si era rassegnato.... la vedeva.... le parlava.... e, comunque, forse sperava.... si spera sempre.... Ma quel saper che lei ama un altro.... che quell'altro siete voi....
Marino
enigmatico.
Avanti, avanti. Andate avanti.
La Giliardi
svolta il discorso e prega.
Marino! Cappelli vi vuol bene, vi ha sempre portato in palma di mano, per voi non sentiva invidia, ed è proprio lui che ve l'ha fatta conoscere.... Siate buono con lui....
Marino
Cioè; in che consiste esser buono?
L'altra esita.
Coraggio, cara, coraggio!
Il tono è quasi gentile, ma l'intenzione è sarcastica.
La Giliardi
Cappelli crede che dobbiate partire con lei.... o raggiungerla.... Non sa bene.... Non commettete una pazzia e una cattiva azione.
Marino
Ah! Dovrei partir solo?
Con una mezza risata.
Non chiedete che questo? Siete discreta! E anche lui è discreto.... perchè vi ha mandato lui.
La Giliardi
No.... Vi giuro: lui non sa.
Marino
Iniziativa vostra, allora. Ma sentite un po' voi: se lui — Cappelli intendo, — vi dicesse: «Vieni via con me»
Movimento della Giliardi tra la gioia e lo sgomento.
voi andreste.... In capo al mondo andreste. Eppure sapete che lui non vi ama. Ebbene, questa no, per voi, questa non sarebbe una pazzia. È una pazzia, è una cattiva azione perchè non si tratta di voi due, perchè si tratta di me, si tratta.... di un'altra persona.
La Giliardi
Ma io sono libera di me.
Marino
d'impeto.
E anche lei è libera. Quando si è legati a un mascalzone ci si scioglie, si diventa liberi, si torna liberi.
La Giliardi
Io non farei male che a me sola.
Marino
E lei a chi fa male? A Cappelli, vero? Ma Cappelli è nessuno per lei. Niente e nessuno. Sono brutale? È il solo modo di andare in fondo alle cose, di non lasciarci abbacinare dalle lustre. Cappelli è chiunque, è uno del prossimo.
La Giliardi
È chiunque anche per voi?
Marino
È un amico. Ma se certe decisioni si dovessero prendere dopo aver chiesto il parere o il consenso degli amici! eh!... E quanto al marito vi ho detto che è una canaglia e che se ne infischia.
La Giliardi
Forse no.
Marino
Tanto meglio.
La Giliardi
E suo padre?
Marino
Suo padre....
Un secondo di esitazione.
Suo padre doveva informarsi prima, saper prima a chi la dava.
La Giliardi
E vostro padre? Nemmeno voi ne avete doveri? Vostro padre che vive di voi, è chiunque anche lui?
Marino
prima smarrito, sgomento, ora le torna di contro.
Non avete mica detto nulla voi a mio padre? O', non facciamo scherzi!
E la rivolta a sè col braccio.
La Giliardi
Per chi mi prendete?
Marino
Scusate: sono eccitato.
Lascia cadere le braccia, quasi umile.
Eh! sì: c'è mio padre; è vero. Se non mi vedete esultante, è per lui. Gli dò certo un dolore, e comunque faccio cosa che mio padre nella sua beata semplicità, nella sua ingenuità fanciullesca non può approvare. Lo so.
Si rianima.
Ma d'altronde! Ci si batte per le proprie idee anche se non sono quelle di nostro padre, anche contro nostro padre: si va alla guerra — io ci sono andato — anche se si ha il padre e si potrebbe restare a casa o almeno restare indietro, al sicuro. Dio guardi se a una certa età non si fosse liberi, autonomi, e non si lottasse, e non ci si perdesse finanche, per il proprio bene, per la propria causa, sia donna, sia arte, sia patria. Quando si è uomini si ha il diritto di correre dietro le farfalle o incontro alle fucilate, da soli, senza consensi. Egoismo? Sarà. Ma è quel divino egoismo che solo permette di compiere cose grandi: nel bene e nel male. La vita è sempre un contrasto fra un dovere e un altro dovere, fra un sentimento e un altro sentimento più grande. Queste cose non le devo insegnare a voi, che me le potreste insegnare, che me le insegnate in questo momento.
La Giliardi
Io?!
Marino
Voi. Il vostro dovere era.... non darvi, ma un amore che vi è parso un dovere più grande, tanto premeva su voi, vi ha spinto a darvi. Il vostro sentimento vi spingerebbe a godere che Cappelli soffra per un'altra donna che vi ha fatto soffrire: invece un altro sentimento più forte vi spinge qui a intercedere per lui. Che resta di tutte le vostre parole? Nulla.
La Giliardi
Ma....
Marino
Nulla. Che cosa vorreste da me? Che io rinunci alla mia felicità perchè lui soffra un po' meno? Andiamo: non siamo più ragazzi nè io nè voi. Parliamo di cose serie, se s'ha da parlare ancora.
La Giliardi
un breve silenzio.
Va bene: visto che tutto quello che non vi riguarda direttamente non vi sembra serio, parliamo di cose che toccano voi, voi in pieno; di cose che parranno serie anche a voi. Sapete quello che si dirà?... l'ingegno non conta, il valor personale non conta.... foste, non so.... Giosuè Carducci redivivo, si dirà che lei, la signora, è nata principessa di Melisangro e che voi siete un maestro di scuola. Lei una squilibrata, voi un mantenuto.
Marino
Perdio! come lo difendete bene il vostro uomo! Coi denti e con l'unghie. Con spavaldo coraggio, senza badare alla botta.
alzando un poco la voce.
«Si dirà....» Ma chi lo dirà? Qualche farabutto o qualche infrollito. Me ne infischio fin d'ora. Faremo una vita così semplice e così modesta, uno accanto all'altra, uno per l'altra! Intanto io non sono un qualunque maestro di scuola, io. E non è una donnicciola qualunque, lei. Io e lei ci sentiamo molto più in alto della bassa o della media statura degli uomini e delle donnette che passano. Eh! no: aria, aria, aria!
La Giliardi
Sicchè lo scandalo non vi fa paura?
Marino
Niente mi fa paura. Se non avete altri moccoli è veglia spenta.
La Giliardi
desolata.
Marino
O brava! Perchè ho da fare.
La Giliardi
Addio.
Marino
Riverisco!
La Giliardi esce. Si sente lo sbattere della porta che si chiude. Marino rimane un momento pensoso, poi si mette attorno a raccoglier libri, allorquando Emilio rientra. Marino si volta.
Babbo, volevi?
Emilio
Io nulla. Piuttosto tu che mi avevi raccomandato di non uscire e pareva....
Marino
si ricorda.
Ah! già: restituire certi libri al Ginnasio. Ma non occorre che ci vada tu. Faccio più presto da me.
Emilio
Graziosa quella signorina Giliardi! ha un'aria semplice che mi piace.
Marino
distratto, come un'eco.
Sì, semplice.
Emilio
Non si sposa?
Marino
Chi? Non so. No: non si sposa.
Emilio
Non ha trovato chi la voglia? Trovano tante che non se lo meritano, e lei che sarebbe una brava moglie.... Non credi?
Marino
Credo.
Incerto.
Senti babbo....
Emilio
Di', caro.
Marino
forzatamente semplice.
Forse non potrò partire con te.... Tu dovrai precedermi. E anche se partiamo assieme.... No, è un discorso lungo. Più tardi, ora vado.
E si muove.
Emilio
Starai fuori un pezzo?
Marino
No, non crederei. Ma non so.
Emilio
Per il desinare.
Marino
All'ora solita. Se tardo....
Emilio
Marino
No. Perchè?
Lo accarezza sui capelli col gesto abituale anche più affettuoso e più trepido.
Il mio babbo! il mio babbo!
Esce in fretta.