SCENA V.

Cappelli — Marino — Dianora.

Dianora

bella, sorridente, luminosa in un fresco abito mattutino, saluta lietamente Cappelli.

Cappelli, c'è anche lei?

E gli stende la mano.

Bravo Cappelli, come sono contenta! Così mi presenta e mi aiuta.

Cappelli

baciandole la mano.

Presentarla, è un piacere e un onore. Aiutarla, non so in che, e perciò, marchesa, la prego, me ne dispensi.

E presenta.

Il professor Marino Serralunga, la marchesa Dianora di Primasco.

Marino irrigidito piega appena il capo.

Ecco fatto. — Marchesa, se mi permette....

E vuol prendere congedo.

Dianora

Se ne vuol proprio andare. A quando? Viene domani a pranzo da noi?

Cappelli

La ringrazio, marchesa. Ma vado a Torino.

Dianora

Questa Torino! questa Torino! Chi ci sarà mai a Torino che ce lo ruba ogni settimana?

Cappelli

sorride.

C'è Torino. Passerò a sentire se lei avesse ordini.

Dianora

Avrà già tanto da fare! A rivederci, Cappelli. E se non è domani, si faccia vedere al ritorno. Non si renda troppo prezioso.

Cappelli

Marchesa!

Le bacia la mano ed esce.