SCENA VI.

Dianora — Andrea.

Dianora

ad Andrea

Ho bisogno di te....

A Marino e Cappelli.

Andate pure voi, ve lo mando sùbito.

Andrea

Adesso? Mica una storia lunga?

Dianora

No, no.

Andrea

Un qualche baloss da mettere a posto? Asili infantili? Sussidii di latte alle gestanti?

Dianora

sempre fredda.

No, no. Altra roba.

Andrea

Che non si può rimandare?

A Cappelli.

Allora andate voi, il principe è già a tavola.

Marino e Cappelli escono.

Dianora

Siedi.

Andrea

Ahi! si comincia male.

Siede.

Siedo perchè son stanco, ma breve, eh?

Dianora

in piedi vicino a lui, calma.

Prima che te lo dica lei, se la incontri, te lo dico io, anche per incarico suo, anche perchè tu non ne chieda agli altri della servitù: ho messo fuori di casa l'Isolina.

Andrea

freddo.

Ah!

Dianora

Proprio adesso: sarà un quarto d'ora.

Andrea

Bene. C'è altro?

Dianora

Sei un ingrato. Nemmeno una parola di rimpianto.

Andrea

Isolina: personale tuo, affare tuo.

Dianora

Ah! no: personale tuo, molto più tuo che mio, perchè veniva a letto con te.

Andrea

alza le spalle.

Storie.

E si leva.

Dianora

No, storia. E se n'è anche vantata.

Andrea

Anche!

Dianora

Domanda a Serralunga. C'era anche lui....

Andrea

aggrotta le ciglia.

E tu, davanti a Serralunga...?

Dianora

Era già informato. Sicuro! Tutti informati prima di me.

Andrea

E Serralunga ha riferito a te. Bella canaglia!

Dianora

Perchè?

Andrea

Perchè è una canaglia, che ti sta attorno e cerca di profittare di malumori....

Dianora

interrompendo.

No, sai. Non deviare perchè non attacca. Niente alibi. Rispondi a me.

Andrea

Che cosa ho da rispondere? Te l'ha detto lei, se n'è anche vantata.... tu l'hai messa fuori: partita chiusa. Ora mi lasci andare a pranzo.

Dianora

No, eh! Così no. Come se fosse una cosa da nulla, come se dovessi rifarti un tanto, no. Non è la prima volta, verissimo. Tu sai che lo so. Ma non è una ragione perchè tu debba passarla liscia, senza rivalse da parte mia. Sì, anche delle altre a suo tempo ho saputo, ma almeno le altre valevan qualche cosa, con quelle altre rischiavi qualche cosa, dietro le altre c'era qualcuno, non un padre che specula vendendoti, per pitture antiche, modernissime croste; un ricattino sudicio e dissimulato. Sì, capisco: aver la donnetta in casa per i bassi servizi era comodo, ma vergognoso anche per te; perchè non devi credere che lei ti voglia bene, che tu le piaccia. No; per avvilirti.... e per avvilirmi. Di questo s'è vantata: non d'altro. Per essere alla pari con una gran dama, per dividere con me, me, per fare un dispregio a me....

Minacciosa.

Ma non finisce qui. Stavolta non finisce qui. Balleremo tutti, stavolta.

Andrea

Tu che vuoi? Parla chiaro. Vuoi denunziarmi a tuo padre?

Dianora

Niente mio padre. Fra me e te. Da un pezzo non siamo più marito e moglie, ma non mi basta. Me ne voglio andare.

Andrea

impetuoso.

Ah! senti, veh! Ho sgobbato tutta la mattina a scriver lettere, a dar ordini, a far verifiche. Sono stato quattr'ore al volante. Ho discusso con appaltatori e fittavoli tutto il pomeriggio. Sono più delle nove e quasi non ho preso un boccone dacchè mi sono alzato. E tutto il giorno e tutti i giorni lavoro e giro come un facchino e come un fattorino di banca. Altro che chiacchiere di letteratura e comitati di beneficenza! E dunque lasciami in pace. E non diventar ridicola. Dopo sei anni di matrimonio!

Dianora

No, non sei anni: sei mesi. Nemmeno. Non eran sei mesi che già ti sapevo con un'altra. — Ma perchè mi hai sposato? Perchè mi hai sposato?

Andrea

Anche il perchè? Non possiamo rimandare a domani?

Dianora

Noo.

Andrea

Perchè? o bella, perchè mi piacevi. Per averti. E con te non c'era altro modo. Perchè ridevi bene con una bella bocca, e io ti speravo meno romantica, meno nelle nuvole e più di questo mondo, dove i maschi sono maschi e le femmine sono femmine, e non angioletti di bambagia o caprette di cartapesta!

Più marcato.

E sopratutto per aver dei figlioli che non mi hai saputo fare. Almeno, quando le donne hanno un marmocchio si acquietano!

Dianora

E quando non ne hanno, marmocchi?

Andrea

Quando non ne hanno, se sono sgualdrine si pigliano un amante.... o due.... o tre.... e se no, si rassegnano agli scappucci del marito. E se no, diventano un castigo di Dio.... e non riparano a niente. È questione di temperamento: io mangio a tutte le tavole e a tutte le ore: senza guardare se chi mi dà da mangiare son padrone o son serve, grandi dame o piccole borghesi. Ho l'amore allegro, io!

Dianora

Anch'io sarei allegra. Allegra no, serena. Ma con te! Lascia l'amore: la compagnia. Chi ti vede te, tutto il giorno? Lavori come un facchino: chi ti obbliga? Io no. Anzi.... — non ora, ora ci sono avvezza e preferisco — ma prima, io pensavo che lavorare per te era il modo per stare il più possibile lontano da me. E avevo vent'anni.... avevo il diritto di pretendere che tu fossi solo per me. Tu invece non hai mai cercato che donne e denaro: sudice donne e sudicio denaro.

Andrea

sarcastico.

Perchè sudicio? Perchè guadagno? Da quando in qua si lavora per rimettere?

Dianora

Ma tu spendi cento per aver mille, tu lesini sulle paghe....

Andrea

Te l'ha detto Serralunga anche questo?

Dianora

Nessuno. Non me l'ha detto nessuno. So che tu dovresti dare: dare e non prendere.

Andrea

Sicuro! Regalare il palazzo al Municipio, il podere ai contadini, e campar di sospiri. Soprattutto quello: tu sull'albero a cantare e io in basso a guardarti. Tu un cicì e io un madrigale: tu una strofetta e io un sospiro. Ci hai pur avuto sempre qualcuno a sospirare: non ti basta? Perchè guarda che a tuo modo l'amore lo fai anche tu.

Dianora

Io?!

Andrea

Anche tu. Diverso da me, ma lo fai. Al modo che ti piace: guardarsi e non toccarsi. Ma guardarsi, guardarsi molto.

Dianora

L'alibi. Tu cerchi un alibi e una rivalsa.

Andrea

Noo. Serralunga ti piace. Cappelli meno, e quello è in ribasso. Serralunga è in auge.

Dianora

Non è vero. Lo dici per vendicarti del quadro....

Andrea

ride forte.

Che ha detto che è falso? Lo sapevo prima di lui.

Dianora

Che mi ha detto dell'Isolina.

Andrea

Figurarsi! me ne ha liberato. — Ma non si deve permettere di ficcare il naso nelle faccende di casa mia. Sospirare, sospiri pure; ma che mi venga a fare il pedagogo e il moralista, no, non è tollerabile. Maestrino da cinque lire a lezione! Ma ora vedi: un po' per uno a mettere la gente alla porta.

Suona.

Dianora

pronta, violenta.

Che fai?

Andrea

Gli insegno come si sta al mondo. Un po' per uno a insegnare.

Al servo che entra.

Dì al professore Serralunga, che è in sala da pranzo, che passi un minuto di qua. Gli ho da parlare.

Il servo esce.

Dianora

Bada che non mi vedi più.

Andrea

Ho sentito. L'hai detto ogni volta.

Dianora

Ma guardami bene: stavolta lo faccio.

Andrea

Figli non ce n'è, per grazia di Dio: più aria, più respiro, più largo: buon viaggio.

E poichè Dianora accenna a restare.

Eh! no. Le donne a certi discorsi non hanno a restare.

Dianora

Come vuoi!

Ed esce a testa alta. Quando Andrea si volta Marino è già apparso.