X.
Cieco!
Per via era stata sorretta dall'entusiasmo del sagrificio; ma come fu a Milano, Ernesta sentì venir meno il proposito preso, e solo per quella specie di forza d'inerzia che continua gli effetti della prima determinazione, giunse sino alla soglia di casa sua. Entrò…. le batteva il cuore forte.
Bortolo, vedendola, levò le braccia al cielo, e pianse in silenzio; Ernesta strinse fra le sue le mani del vecchio, snodò i nastri del cappellino e non se lo tolse dal capo, consegnò la valigetta al servitore e sedette sopra uno sgabello dell'anticamera. Stette alcuni istanti immobile in faccia al vecchio che la guardava crollando il capo canuto, poi si rizzò in piedi, ma non si mosse. Finalmente si avviò a passi lenti, attraversò le camere, si arrestò innanzi all'uscio socchiuso della stanza dell'infermo. Bortolo veniva dietro come trasognato, colla valigetta in mano.
Non si udiva alcun rumore. Ernesta spinse lentamente l'uscio e s'inoltrò in preda ad una commozione insolita. Da principio non vide nulla; gli occhi suoi, ancora impressionati dalla luce viva, non riuscivano ad afferrare un raggio nelle ombre fitte; quasi prima di vederlo, intese un passo, ed indovinò il dottore e sentì la larga mano posarsi sulle sue. Si fece ancora innanzi, e vide un'ombra nera nel mezzo, ed avvezzando l'occhio alla scarsa luce, riconobbe Leonardo seduto sopra un ampio seggiolone, colla testa appoggiata allo schienale e cogli occhi bendati…. Le si strinse il cuore, si sentì invadere da un'onda di pietà e non giunse in tempo a soffocare un singhiozzo.
Leonardo volse leggermente il capo dalla parte di Ernesta, e parve stare in ascolto; non udendo più nulla, ripigliò la positura di prima. Ernesta rialzò gli occhi ancora lagrimosi e circondò con uno sguardo di tenerezza il quadro melanconico! Quell'uomo già così irrequieto, così vivace, così ciarliero, così ridente, ora rimaneva immobile, muto; la faccia scialba si era composta ad una gravità insolita; il lungo corpo come inchiodato sopra un seggiolone aveva tutta la solennità della sventura.
Il dottore Agenore mandò via con un cenno Bortolo, e come fu solo con Ernesta, volle prenderle la mano, che la bella divincolò dolcemente; allora egli si fe' presso all'infermo, gli toccò il polso e lo chiamò sommessamente a nome:
—Leonardo!—
Ernesta si appoggiò allo schienale del seggiolone e si tirò indietro come per nascondersi.
—Leonardo!—ripetè Agenore,—ma non ebbe risposta.
Il dottore fece il giro badando a non inciampare nelle gambe allungate del cieco, e venne presso ad Ernesta.
—Dorme,—disse sottovoce,—sicuramente dorme; cara signora, ella fa un'azione generosa; riconosco la sua bell'anima.—
L'ultima parola torturò alquanto le labbra del dottore, il quale cercò di compensarle della fatica fatta con un bacio sulla manina bianca della bella donna. Ma Ernesta si sciolse da quella stretta con un movimento brusco, guardò il volto dell'infermo, poi disse senza collera, ma con dignità, accennando Leonardo:
—Egli non ci vede….
—Sicuramente no,—rispose Agenore,—appunto per questo…. se ci vedesse, non dico.—
Ernesta non si lasciò persuadere, si staccò lentamente dal dottore ed andò a sedere in un canto. Agenore le venne presso.
—È proprio cieco del tutto?—domandò poco stante la bella.
—Del tutto.
—Una cateratta?
—Sissignora; a Spa ebbe un febbrone, un'infiammazione della pleura, poi una granulazione che affrettò la cateratta, la quale ora è perfetta e quasi matura per l'operazione.
—È un'operazione facile?
—Facilissima.
—Dolorosa?
—Dolorosa.
—Molto?
—Molto.—
Ernesta tacque un istante; poi ripigliò:
—È almeno sicura quest'operazione?
—Sicurissima.
—E riesce sempre?
—Riesce sempre.
—E ridona perfettamente la vista?
—Qualche volta sì….
—Come?
—La riuscita d'un'operazione non dipende dal risultato finale; si dice che un'operazione è riuscita benissimo, quando tutte le regole dell'arte si sono potute mettere in atto senza contrasti fisiologici nè accidentali…. All'anfiteatro anatomico si fanno, per norma degli studiosi, centinaia e centinaia di operazioni che riescono quasi tutte bene, e pure si fanno sopra gente che non ci guadagna nulla, e che dopo l'operazione rimane morta nè più nè meno di prima.
—È almeno facile la guarigione?—domandò Ernesta.
—Facile no; molte volte, dopo un'operazione ben riuscita, la cateratta si riproduce; oppure….
Ernesta l'interruppe posandogli una mano sui braccio.
—Si muove….—
Il dottore andò presso l'infermo, gli toccò il polso e gli parlò con accento di tenerezza.
—Leonardo….
—Agenore…. rispose una voce dolente che fece palpitare il cuore della povera donna.
—Come ti senti?
—Bene.
—Ti bruciano gli occhi?
—No….
—L'infiammazione cessa; tanto meglio…. mi raccomando, bevi la tua pozione, mangia le minestrine, e non agitarti; procura di dormire…. io me ne vado, tornerò stanotte.
—Grazie—disse Leonardo—rimango solo?
Prima di rispondere, Agenore guardò Ernesta, la quale gli fe' cenno di non dir nulla.
—No…. qualcuno starà sempre in camera con te…. ed in ogni caso…. ecco il cordone del campanello….—
Agenore parlava al cieco coll'accento, con cui si parla ai fanciulli quando sono malati; in fondo egli voleva bene a Leonardo, il che non toglieva agli occhi suoi la legittimità dei propri diritti sopra Ernesta.
Questa volta comprese che bisognava rispettare le prime impressioni e se ne andò, accontentandosi di un saluto dei più semplici. Marito e moglie rimasero soli. Ernesta sentiva un impaccio singolare, una debolezza nuova; combattuta fra gl'impeti della pietà e le riluttanze della fierezza, tratteneva il respiro come paurosa di svelarsi.
Per alcuni istanti il silenzio fu profondo.
—Bortolo!—chiamò poco dopo l'infermo.
Ernesta sussultò leggermente e non rispose.
—Bortolo!—ripetè Leonardo colla stessa inflessione di voce—ho sete….
La povera donna si staccò con uno sforzo dalla seggiola, venne presso al cieco e gli porse il bicchiere contenente la pozione.
Il disgraziato cercò la mano e la lisciò leggermente, bevette un sorso e riconsegnò il bicchiere senza dir nulla.
Ernesta tremava da capo a' piedi; guardò il volto pallido del marito, ed alla povera luce che vi batteva sopra vide due lagrime uscire lentamente di sotto alla benda nera; allora sentì sciogliersi i nodi che la trattenevano, si fece innanzi, prese una mano dell'infermo e la strinse fra le sue. Non trovò parole. Leonardo si scosse…. sorrise.
—Ernesta! disse poco dopo.
Non disse altro.
Un singhiozzo gli rispose.