SCENA III.

FRANCESCA e PAOLO.

PAOLO.

(Prorompendo forsennato con una spada alla mano.)

Oh sovrumana

Gioja! Vederla ancor m'è dato.—Ah, ferma!

Se tu fuggì, io t'inseguo.

FRANCESCA.

Audace! ahi lassa!

E come in armi?

PAOLO.

Sgombre ho le mie guardie

Coll'oro.

FRANCESCA.

Oh ciel! nuovi delitti...

PAOLO.

Io vengo

I delitti a impedir. Paga non fora

Contro me, credi, la gelosa rabbia

Del fratel mio; te immolar pensa. Orrendo

Spavento è quel ch'or qui mi tragge.—Al sonno

Chiusi dianzi le ciglia, ed oh qual truce

Visïone m'assalse! Immersa io vidi

Te nel tuo sangue moribonda: a terra

Mi gettai per soccorrerti... il mio nome

Proferivi, e spiravi!—Ahi disperato

Delirio! Invano mi svegliava, il fero

Sogno mi sta dinanzi agli occhi. Mira:

Sudor di morte da mie chiome gronda

Al rammentarlo.

FRANCESCA.

Calmati...

PAOLO.

Furente

M'alzai, corruppi i vili sgherri: un brando

Strinsi... Ahi, temea di più non rivederti!

Qui ti ritrovo: oh me felice!... Imponi:

Come del cor, del Braccio mio reina

Tu sei: morir per te desìo.

FRANCESCA.

Rientra,

Oh insano, in te. Quell'uom che oltraggi, a noi

Già perdonava. Fuggirai. Che speri?

PAOLO.

Se te col padre tuo salva non veggio

Fuor di queste pareti, abbandonarti

Non posso. Infausto, orribile presagio

Pe' giorni tuoi m'affanna.—Ah, tu non m'ami!

Tu rassegnata...

FRANCESCA.

Esserlo è d'uopo.

PAOLO.

Or dimmi:

Quando, ove mai ci rivedrem?

FRANCESCA.

Se in terra

Fine avrà... l'empio nostro amor...

PAOLO.

Non mai!...

Dunque non mai ci rivedrem!—Francesca,

Su questo cor poni la man. Talora

Tu questa mano ti porrai sul core

E de' palpiti miei ricorderatti:

Feroci sono: pochi fien!

FRANCESCA.

Oh amore!

PAOLO.

Adorata t'avrei: non fora un giorno

Passato mai ch'io non cercato avessi

Di farti ognora più e più felice...

M'avresti reso (oh incantatrice idea!)

Padre di prole a te simile: avrei

A' miei figli insegnato ad onorarti.

Dopo Dio prima, e come io t'amo amarti!

FRANCESCA.

Il solo udir questi tuoi detti è colpa.

PAOLO.

Nè mia giammai!...

FRANCESCA.

Che parli? Eternamente

Quant'io deggia al mio sposo e a' generosi

Suoi sacrifici sentirò. Solenne

Protesta or odi:—Se l'ingiusto fato

Lui seppellisse pria di me, perpetue

Conserverò le vedovili bende:

Nè coll'amarti mai, fuorchè in silenzio,

Offenderò la sua santa memoria.

PAOLO.

Mal m'intendesti: augurii empii non formo:

Viva e m'uccida il fratel mio. Ma lungi

Dall'ira sua tu pur, Francesca, ah, vivi:

Vivi, e in silenzio amami, sì!... Ne' mesti

Tuoi sogni spesso mi vedrai. Beata

Ombra dì e notte al fianco tuo starommi

Adorandoti ognor.

FRANCESCA.

Paolo...

PAOLO.

Tiranni

Gli uomini e il cielo fur con noi.

FRANCESCA.

T'acqueta.

Misera me! Non ci perdiamo... Ah, padre!

(Chiamando.)

PAOLO.

Più non ha dritti alla sua prole un padre

Che a sue voglie tiranniche l'immola.

Chi de' tuoi giovanili anni sepolto

Ha il fior nel pianto? Chi questa tremenda

Febbre in te mosse onde tutta ardi? All'orlo

Chi della tomba li spingeva?... Il padre!

FRANCESCA.

Empio, che dici?...—Odo fragor.

PAOLO.

Null'uomo

Potrà strapparti da mie braccia.