DELLA CITTÀ DI CHILAFONDA, E DELLA TERRA DELLI PIGMEI E DELLA STATURA LORO.

Da quella città si va a un'altra città presso a quella a sei giornate, la quale città è chiamata Chillaffonda, della quale le mura circundan circa 20. leghe. In questa città sono circa LX. ponti di pietra, e più begli che io già vedessi mai. In questa città fu la prima sedia del Re di Mauri, perchè ella è più bella e molto più abondante di tutti e beni: poi si passa a traverso d'un gran fiume, chiamato Dalai, lo quale è la maggiore riviera d'acqua dolce che sia al mondo, perchè ove ella è più stretta, ella è ben IIIIº. miglia, o vero leghe larga. Di là si va più inanzi, e poi s'entra nella terra del Gran Cane. Questa riviera passa pel mezo la terra di Pigmei: questi pigmei sono gente di piccola statura, i quali sono lunghi circa a tre spane, e son begli e graziosi, uomini e femine, per rispetto della loro piccoleza. Egli si maritono nella età di sei mesi, e in due, o vero tre anni, sì ànno figliuoli, e non vivono comunemente più di sei o vero VII. anni; e chi vive VIII. anni, è riputato vechissimo. Questi pigmei son i più sottili e' migliori maestri d'opera di seta e di bambagia, e d'ogni cosa che sia nel mondo. E' fanno spesso guera cogl'ucegli del paese, e sono molte volte da loro presi e mangiati. Questa piccola gente non lavorono terra nè vignia, ma fra loro sono gente grande, come siamo noi di qua, che lavorono le terre, e sì gli sostengono come fa di bisogno. E quella gente grande sono da loro scherniti, come noi faremmo loro, se eglino fussino di qua infra noi. Una buona città infra l'altre v'è dove è gran moltitudine di questa picola gente, ed è questa città molto bella e grande. Quando gl'uomini grandi, che stanno fra loro, ingenerano figliuoli, e' diventono così piccoli, come li pigmei, però che quela terra è di tal natura. Il Gran Cane fa guardar ben questa città, perchè è sua; e quantunque li pigmei sieno così piccoli, niente di meno e' sono razionali, sicondo il lor tempo, e sanno assai sì di senno e sì di malizia.