DELLA CITTÀ DI IANCAI, E DELLA CITTÀ DI MENCA, E DELLE LORO RICHEZE E USANZE.

Da questa città si va innanzi nel paese per molte città e per molte ville, insino a una città chiamata Iancai; ed è molto nobile, e rica, e bene situata. Ivi vanno gran parte di mercatanti per ogni mercatanzia. Questa città val più che niuna altra del paese, perchè el lor signiore n'à ogni anno d'entrata, sì come dicon quegli della città, L. mila tome di fiorini d'oro, perchè e' contono ogni cosa a tome. Ciascuna toma vale X. mila fiorini d'oro, e questo si può bene sommare. Il Re di questo paese è molto possente; non dimeno è sotto posto al Gran Cane; e 'l Gran Cane à sotto di sè XII. simile provincie; e in questo paese sono buone ville. Quivi è una buona usanza, perchè sono alcuni ostieri, a li quali, volendo far festa, o veramente convito, si dice: fatemi aparechiare domane per tanta gente da mangiare; dicendogli propio tutto el numero, e le vivande manifestandogli; e dicendogli: io voglio ispendere ancora tanto, e non più. Subitamente l'oste farà aparechiare sì pulitamente, che di nulla vi fallerà; e più presto e con assai meno spesa, che non farebe nella sua propia casa. E da questa città, lungo V. leghe, verso il capo di questa riviera di Dalai, è un'altra città, chiamata Mencha. In questa città si truovono grandissimi navilii, e sono tutte le nave bianche, come neve, per la natura del legnio, e sono grandissime e bellissime navi e bene ordinate; ne le quali sono sale con camere; e sono così bene ordinate e adobbate, come fussino in terra, edificate in una casa. Poi si va, per lo paese, per molte ville e per molte città insino a una città che si chiama Lenterim, la quale è di lungo otto giornate dalla città sopra eletta. Questa città sta sopra una riviera grande e larga, che si chiama Caromoran: questa riviera passa pel mezo Catai, e spesse volte dannegia el paese, quando ela cresce troppo.