DELLA MONTAGNA DI ARARATH, DOVE SI FERMÒ L'ARCA DI NOÈ, E DELLA CITTÀ DI LAIDENGE, E DELLA CITTÀ DI THAURISSA, E DELLA ABONDANZIA SUA.

Et ivi allato è un'altra montagna, chiamata Ararath, e li giudei la chiamano Camon[4], dove si fermò l'arca di Noè dopo il diluvio; e ancora oggidì v'è sopra questa montagnia l'arca, e vedesi quando el tempo è ben chiaro. È questa montagnia alta ben VII. leghe; e dicono alcuni, che vi sono stati, che ànno veduto e toccato l'arca e posto el dito nel buco per lo quale uscì el nimico, quando Noè disse: Benedicite : ma tutti questi che ciò dicono partono a lor piacere, però che niuno vi poterebe salire suso. Per la grande abundanzia delle neve, che sempre vi stanno il verno e la state, uomo niuno non vi poterebe montare, nè mai montò dopo il diluvio di Noè, salvo che un monaco, el quale per la divina grazia se ne portò un pezo dell'arca, la quale è al presente appiè della montagna in una chiesa. Questo monaco aveva grande disiderio di montare insu questa montagnia, e sforzossi un dì per salire; ed essendo montato infino alla terza parte del monte, trovossi molto lasso e stanco: più oltre non potea andare, e riposossi a dormire; e isvegliato che fu, si ritrovò a piè de la montagnia. E allora dolcemente pregò el nostro Signiore, che gli volessi concedere e aconsentire, che vi salisse. Onde uno angelo vi venne, e dissegli, che montasse un'altra volta, e così fece, e reconne quel pezo; e dapoi niuno mai non vi salì; ma così fatte parole non sono però da credere. A piè di questa montagnia era la città di Laigdenghe, la quale edificò Noè; e dall'altra parte, assai d'appresso, la città di Ani, nella quale soleva esere mille chiese. Da questa città si va alla città di Thaurissa, che soleva esere chiamata Farsi, la quale è una bella città, e grande, e una delle magiori che sia al mondo per mercatanzia. Qui vanno mercatanti per comperare roba di pregio: questa è la terra dello imperadore di Persia, e dicesi che lo imperadore à più rendita di questa città, per cagione della mercatanzia, che non à il più ricco Re de' cristiani di tutte le sue terre, però che quivi sono mercatanzie d'ogni sorte sanza numero. In questa città è una montagnia di sale, della quale ogni uomo ne toglie quanto n'à bisogno. Ivi dimorano molti cristiani sanza trebuto de' saracini; e da questa città si passa per molte ville e per molte castella, andando verso India; e vassi a una città chiamata Sodoma, ch'è dilungi da Taurissi X. giornate, ed è molta nobile città e grande, e ivi la state sta lo imperadore di Persia; imperò che 'l paese è assai fresco; e qui sono di molte riviere, che portono navilii. E dipoi si va al camino di verso India per molte giornate e per molte città, e passasi a una città chiamata Cassach, la quale è molto nobile città e abundante di biade e di vino e d'altre cose. Questa fu la città onde si trovorono e si ragunorono insieme, per la divina e inmensa grazia, e tre Re per andare a Bethlem per vedere e adorare e presentare il nostro Signiore Iesù Cristo. E da questa città infino a Bethlem sono LIII. giornate. Da questa città si va a una altra città, chiamata Tech, la quale è a una giornata dal mare arenoso. Questa è la magiore città che abia el Re di Persia, e in tutta la sua terra dicono al vino vape, e alla carne dagabo: e i pagani dicono, che in questa città non possono lungamente vivere e cristiani, e però poco vi stanno; e di ciò non so la cagione. Poi si va per molte città e per molte ville, delle quale sarebe lunghissimo contare, infino alla città di Cornea, la quale soleva esere tanta grande, che le mura d'intorno tenevono XXV. leghe di circuito: le mura parevono dipinte; ma non è la città così grande, come solea. E da Cornea si va per molte città et eziandio per molte terre e molte ville infino alla terra di Iob; e ivi finisce la terra de lo 'mperadore di Persia: e se volete sapere le lettere de' persi, e come son chiamate, legete qua[5].