SCENA VIII

CRIVELLO e FLAMMINIO.

CRIVELLO. E, se non è cosí, fatemi impicar per la gola; non tanto tagliar la lingua. Vi dico che gli è cosí.

FLAMMINIO. Da quanto in qua?

CRIVELLO. Quando voi mi mandasti a cercar di lui.

FLAMMINIO. Come andò? Dimmelo un'altra volta, perché egli mi niega d'averle oggi potuto parlare.

CRIVELLO. Sará buon che vel confessi! Dico che, aspettando io di vedere s'egli dava di volta intorno a quella casa, lo vidi uscir fuore. E, volendosi giá partire, Isabella lo richiamò dentro: e, guardando se fuore era alcuno che gli vedesse, non vi vedendo persona, si baciorno insieme.

FLAMMINIO. Come non vider te?

CRIVELLO. Perch'io m'era ritratto in quel portico rincontro, e non me potevan vedere.

FLAMMINIO. Come gli vedesti tu?

CRIVELLO. Con gli occhi. Credete forse ch'io gli abbi veduti con le gombita?

FLAMMINIO. E basciolla?

CRIVELLO. Io non so s'ella baciò lui o egli lei; ma io credo che l'un basciassi l'altro.

FLAMMINIO. Accostorono il viso l'uno a l'altro tanto che si potessen baciare?

CRIVELLO. Il viso no, ma le labbra sí.

FLAMMINIO. Oh! Possonsi accostar le labbra senza il viso?

CRIVELLO. Se l'uomo avesse la bocca nelle orecchie o nella cicottola, forse; ma, stando dove le stanno, credo che no.

FLAMMINIO. Guarda che tu vedesse bene, che tu non dica poi:—E' mi parve—; ché questa è una gran cosa che tu mi dici.

CRIVELLO. Maggiore è il Mangia che sta in cima alla torre di Siena.

FLAMMINIO. Come vedesti?

CRIVELLO. Vegliando, con gli occhi aperti, stando a vedere né avendo a far altra cosa che mirare.

FLAMMINIO. Se questo è vero, tu m'hai morto.

CRIVELLO. Questo è vero. Lo chiamò, se gli accostò, l'abbracciò, lo basciò. Or, se tu vuoi morir, muore.

FLAMMINIO. Non è maraviglia che 'l traditor negava di non esservi stato! Or so perché il ribaldo mi confortava a lasciarla: per goderla lui. Se io non fo tal vendetta che, fin che questa terra dura, sará essempio ai servidori che non sieno traditori a' padroni, non voglio esser tenuto uomo. Ma, in fine, se altra certezza non n'ho, io non tel vo' credere. So che tu sei un tristo e gli debbi voler male; e fai perch'io me lo levi dinanzi. Ma, per quel Dio che s'adora, ch'io ti farò dire il vero o t'ammazzarò. Di' sú! Hailo veduto?

CRIVELLO. Signor sí.

FLAMMINIO. Baciolla?

CRIVELLO. Baciârsi.

FLAMMINIO. Quante volte?

CRIVELLO. Due volte.

FLAMMINIO. Ove?

CRIVELLO. Nel suo ridotto.

FLAMMINIO. Tu menti per la gola. Poco fa, dicesti in su l'uscio.

CRIVELLO. Volsi dir vicino all'uscio.

FLAMMINIO. Di' il vero!

CRIVELLO. Ohi! ohi! M'incresce d'avervel detto.

FLAMMINIO. Fu vero?

CRIVELLO. Signor sí. Ma io mi so' scordato ch'io avevo un testimonio.

FLAMMINIO. Chi era?

CRIVELLO. Lo Scatizza di Virginio.

FLAMMINIO. Vidde egli ancora?

CRIVELLO. Come me.

FLAMMINIO. E se egli nol confessa?

CRIVELLO. Ammazzatemi.

FLAMMINIO. Farollo.

CRIVELLO. E s'egli il confessa?

FLAMMINIO. Amazzarò tutt'e due.

CRIVELLO. Oimè! Perché?

FLAMMINIO. Non dico te; ma Isabella e Fabio.

CRIVELLO. E che voi abbruciate quella casa, con Pasquella e con chi v'è dentro.

FLAMMINIO. Andiamo a trovar lo Scatizza. S'io non nel pago, s'io non fo dir di me, se tutta questa terra non lo vede… Ne farò tal vendetta!… Oh traditore! Vatti poi fida.