II. Evocazione degli spiriti.
La cognizione delle scienze occulte, i patti coll'averno davano diritto ai maghi di domandare gli spiriti in loro soccorso; ma questi talora non erano di comodo a venir subito, o anche si rifiutavano a certi servigj: era nulla l'aprire il libro, agitare la bacchetta, facevano orecchio da mercante, bisognava evocarli con solennità, pregarli, costringerli. I maghi erano sì forti che si facevano ubbidire, ma vi volevano degli scongiuri.
Innanzi tutto si tracciavano in terra tre circoli col carbone, uno entro l'altro, e si consacravano con preghiere sataniche: di questi il più grande era di nove piedi di diametro. Entro i varj circoli si scrivevano i nomi de' genj che presiedono alle ore, ai giorni, ai mesi, alle stagioni, de' quali vo' dare l'elenco per quelli che amassero farne la prova.
Presiedevano alle ore: a Yayn, ora prima, l'angelo Michele; a Janor, ora seconda Anael; a Nasma, ora terza, Raffael; a Salla, ora quarta, Gabriel; a Sadedali, ora quinta, Cassiel; a Thamus, ora sesta, Sachiel; a Urer, ora settima, Samuel; a Tanir, ora ottava, Arael; a Neron, ora nona, Cambiel; a Jaya, ora decima, Uriel; a Abay, ora undecima, Azael; a Natalon, ora dodicesima, Sambael.
I genj della primavera detta nella cabalistica Talvi, sono, Spugliguel, Caracasa, Commissoros e Amatiel: il nome della terra in questa stagione è Amadai, il nome del sole Abraïm, quello della luna Agusita.
I genj dell'estate, detto Gasmaran, sono: Tubiel, Gargutiel, Tariel e Gaviel. La terra si chiama Festativi, il sole Athemao, e la luna Armatos.
I genj dell'autunno, detto Ardarael, sono: Torquaret, Tarquam e Guarbarel. La terra è detta Rahimara, il sole Abragini, la luna Mafatignay.
I genj dell'inverno, detto Fallas, sono: Attarib, Amabael, Crarari. La terra chiamasi Geremia, il sole Commutat, e la luna Affetiram. Eguali spiriti presiedevano a tutti i mesi e giorni che lascio di nominare, perchè vedo che avete già brincia la bocca nel pronunciare questi; povere bocche di rosa! non siete fatte pel linguaggio delle streghe: eppure quello che ne esce è tutto incanto, ma allaccia senza il soccorso dei demoni.
Fatto questo cerchio, il mago si poneva nel mezzo avendo cura di non tenere addosso alcun metallo impuro, ma solo un pezzetto d'oro o d'argento, avvolto in una carta bianca; questa talora si gittava allo spirito quando giungea. Sovente si iniziava la cerimonia con fare un sacrificio d'un cane, d'un gatto, d'una gallina. Gli scongiuri poi erano di tre sorte: i primi naturali, e consistevano nell'ardere sur un braciere profumi, secondo i diversi spiriti a cui si consacravano, e talora essi benigni venivano subito. Il secondo usavasi coll'interporre i pianeti, e offrire loro ostie e doni, perchè costringessero i demonj a scendere ai voleri del mago. Ove queste due preghiere non valevano, usavasi la terza che era la più tremenda e indubitata, poiché si minacciavano gli spiriti di legarli nell'averno, e si deprecavano sino con sacre cerimonie; era un misto di sacro e di profano, di bestemmie e di orazioni; gli spiriti apparivano, il mago interrogava, ed essi rispondevano.