IX.
Sì, era ben Federico, che attendeva la duchessa nell'oratorio, ove lo aveva introdotto la vecchia governante.
Era ben lui!
E donna Livia all'entrare lo riconobbe tosto; credette svenire nuovamente in vederlo.
Ov'era la sua calma? Ove la sua ragione in quell'istante?…
Ma tal turbamento durò un lampo: la duchessa lo sormontò
—Veglia qui presso, disse alla vecchia.
E fece un passo verso Federico.
L'ufficiale pallido, agitato le moveva incontro.
—Ohimè, donna Livia! ohimè, le disse, qual caso, quali avvenimenti!… Ah! che non posso nemmeno parlare!…
Ella fu di lui più forte, eppure aveva amato assai più!…
—Tutto è finito fra noi, Federico, gli rispose; dovete comprenderlo.
—Sì, donna Livia, lo comprendo, ed è soltanto per giustificarmi che cercai rivedervi; prima voglio dirvi che io credevo davvero morire a Lepanto, quando gravemente ferito consegnai a dal Pozzo quel vostro ricordo onde rendervi la libertà.
—Lo credo.
—E dopo, a che sarei ritornato? Vi avrei certamente trovata maritata…. Ora ciò che sopratutto mi preme dirvi, gli è che, sino all'arrivo del conte di San Giorgio a Milano, io ignorai la mia origine, e che non sapevo esser voi la moglie del duca dell'Isola, perchè altrimenti mai io avrei consentito a reclamare, quantunque mio padre me lo comandasse in una sua memoria…. Mi sarei ucciso prima!… Oh ditemi che neppure un istante mi credeste capace di tale viltà!…
—No certamente.
E donna Livia sospirò, quindi:
—Affrettatevi, affrettatevi….
E come involontariamente:
—Ma voi avete moglie, Federico? vi legaste ad altri, e non vi foste costretto….
L'ufficiale arrossì.
—Oh, disse, donna Livia! voi eravate perduta per me. La donna che sposai mi ebbe in sua casa ferito dopo Lepanto…. mi amava…. le dovevo molta riconoscenza: io non ebbi, lo confesso, il coraggio di rinunciare eternamente all'amore!…
La duchessa non rispose: pensò che un tal coraggio ella lo avrebbe avuto.
—Donna Livia, continuò l'ufficiale, non vi offendete, mai vi avrei riveduta…. però a voi ho pensato sempre…. Siete la donna, che amai sopra tutte…. Di voi serbai una memoria incantatrice….
—Tacete, tacete…. Ve lo dissi, tutto è finito…. Voi voleste vedermi per giustificarvi, ed io per ottenere da voi una promessa!
—Quale?
—Che non vi batterete col duca….
Federico esitò.
—Lo amate dunque?… disse guardandola.
—La vostra memoria me lo impediva, ma egli mi ama…. Giuratemi quanto vi chiedo….
Egli esitava ancora.
—Federico, giuratemi….
—Ma, donna Livia, vorreste che io soffrissi in pace un insulto?… E se il duca mi provoca….
—Non vi provocherà, lo spero; farò il possibile per ottenerlo….
Giurate dunque….
E non ricevendo risposta:
—Ma che! anche voi siete sì orgoglioso?
—Sarebbe una viltà….
—No…. rigettereste voi una mia preghiera?…
—Ah no! donna Livia….
—Dunque mi promettete?…
—Sì, vi do parola di evitare il duca, di non battermi seco lui a meno d'esserne insultato….
—Respiro…. Grazie…. Ora partite….
—Sì presto?
—Ma non sapete che se il duca mi trovasse qui con voi mi ucciderebbe?
—Che! per un semplice sospetto?..
—Sì, sa che io ho amato un cavaliere chiamato Chiarofonte…. Udendo ora questo nome da vostro zio, comprenderà tutto, cercherà di me…. E trovandomi qui con voi, vel dissi, mi ucciderebbe!…
—Ucciderebbe prima me, donna Livia! troverebbe la mia spada….
—Dimenticate già la vostra promessa, Federico?
—No, ma credete voi che io tema?
—Come potrei io crederlo? io che al vostro valore, al vostro coraggio devo la vita di mio padre e la mia?…
—Ebbene, rinuncierò a tutto, così non sarò costretto a vedere il duca; avevo già accettato con ripugnanza, e solo per obbedire a mio padre….
—Non fate questo, i vostri reclami sono sì giusti…. Io stessa, senza poter sospettare che voi foste figlio del cavaliere dell'Isola, desiderai vivamente vedervi reintegrato.
—Cielo! quale avvenimento impreveduto!
—La vostra rinunzia offenderebbe ora il duca, gli desterebbe mille sospetti….
—Ma allora come non vederlo?
—Rimettetevi in vostro zio….
—Oh perchè lasciai Milano? È là che mi trovò il conte, a cui mai io chiesi di voi per timore di compromettervi…. Contavo informarmi segretamente a dal Pozzo…. Lascerò la Sicilia…. volevo farlo senza rivedervi, per non turbarvi…. Quest'oggi soltanto seppi che, voi eravate la duchessa dell'Isola….
—Chi vel disse?
—La principessa degli Alberi, nel cui palazzo fui condotto da mio zio con mia sorella, di cui non vi ho mai parlato, perchè la credevo morta….
—Ah! e con vostra moglie….
—Eh, donna Livia, il destino ci ha divisi, null'altro… Ah voi siete un po' sdegnata perchè mi ammogliai?…
—No, no, il diceste, voi non potevate rinunciare eternamente all'amore!… Però, ove anche mi foste stato fedele, non esiterei a dirvi, benchè con maggior pena:—Federico, un abisso ci divide, non tentate varcarlo… esso ci inghiottirebbe…. partite….
L'ufficiale non si mosse.
—Ma non comprendete che un minuto d'indugio è pericoloso, fatale forse?…
—Sì, parto, donna Livia, ma….
—Se acconsentii a vedervi, fu, già vel dissi, per evitare un duello tra voi ed il duca…. Ora partite, ho la vostra promessa, mi basta….
—Ma a meno di un insulto, donna Livia.
—Sì, sì; ah rabbrividii all'idea di un tal duello…. Federico, immaginatevi come la morte di uno di voi mi esaspererebbe….
—Addio dunque, cara donna Livia.
—Addio, rispose ella dolcemente, non dimenticherò giammai che vi devo la vita.
—Ed io mai scorderò che voleste darmi la vostra fortuna, voi stessa soprattutto….
La duchessa era commossa, agitata.
—Quel tempo fu un sogno, Federico…. devo pensare a mio figlio, al mio onore…. Ma ora non differite più oltre….
—Sì, sì, avete ragione…. Mai più vi rivedrò, lo giuro…. Lascerò la Sicilia per sempre, appena terminati questi affari….
—Vi ringrazio.
—Fui un po' leggiero, un po' incostante, donna Livia! perdonatemi.
—Attendete…. una domanda…. vostra moglie sa….
—Ignora tutto….
Donna Livia respirò, indi:
—Le mie lettere le possedete ancora, Federico?
—No, volevo mi seguissero nella tomba. Fui diversi giorni in delirio; quando rinsensai, ero su una galea; mi si conduceva a Venezia…. Cercai quelle lettere, che portavo sopra di me, più non vi erano…
—Pazienza!…
—State tranquilla, le avrò perdute nella battaglia, in mare forse….
—Addio dunque….
—Addio.
E l'ufficiale prese una mano della duchessa, e la baciò.
—Partite, diss'ella risolutamente.
—Perdonate.
—Tutto vi perdono, Federico, troppo vi devo per non farlo…. E la promessa, che da voi ora ottenni, aggiunge alla mia riconoscenza. Addio…. partite!…
Quante volte gli aveva detto di partire! Ma questa fu l'ultima!…
Donna Livia chiamò la governante, che con mille precauzioni accompagnò l'ufficiale alla porta, che metteva alla chiesa….
Egli si era al lontanato sospirando, dopo avere scambiato un lungo e triste sguardo con donna Livia….
La duchessa ebbe un istante di dolore, di vera angoscia….
«No, mai più lo rivedrò, disse quindi…. Dio! fate che io possa dimenticarlo!… pensai morire in vederlo!… Ma non mi ha amata quanto credevo!… Però non avrei esitato egualmente…. Ora non ho tempo da perdere.
Ed escì dall'oratorio.
Mentre attraversava il giardino:
«Ohimè! dicevasi, bisogna che io pensi a salvarmi per mio figlio…. Ah! non è che brami vivere!… Tante volte desiderai morire!… Devo rammentarmi ciò che dissi a donna Rosalia…. Amori, delirii, tutto passa, tutto finisce…. Dovrei aver riflettuto sulle passioni per gli altri soltanto e non per me…. Sì, mi farò coraggio…. Iddio mi ajuterà…. Mi salverà forse dall'ira del duca!… Altrimenti morrò!… Se egli sapesse che io vidi Federico!… Ah non mi lascerebbe nemmeno parlare…. Cielo!… ho d'uopo di molta forza!… Che avrà detto il duca, che avrà pensato udendo quel nome?… Egli così violento!… Pure per me s'ingentilisce talvolta!… Mi ama più di quanto mi amò Federico…. Non è amabile come lui, certo, pure molto mi perdonò….»
Intanto, continuando nelle sue riflessioni, entrò nella sala terrena già rischiarata, perchè la notte si avvicinava.
Donna Livia si assise.
«D'altronde da più di due anni, pensava, vivo col duca…. Ah se ei mi ama, come io amai Federico, quanto ha dovuto soffrire della mia indifferenza!… Io l'ho sempre un po' tormentato per verità….. Mi attendo a dei trasporti di collera…. E se venisse a sapere che io inviai il cavaliere di Malta!… Anche quel povero conte, quell'amico così devoto, che dirà di me?… Basta, cercherò conservare la mia calma, la mia ragione!… È il miglior mezzo per escire da ogni periglio…. Ora mi aspetto ad ogni istante veder giungere furioso il duca…. Salirà prima nel mio appartamento…. Se mi vi recassi?… Ma no…. Ma no…. Se mi trovasse sulle scale, sarebbe peggio…. Vorrei poterlo calmare…. Ha riparato quell'ingiustizia, io posso stimarlo…. Alfine è il padre di mio figlio, e assai mi ama!… Ah! lessi nell'animo di Federico!… È molto appassionato, molto gentile…. ma se fosse stato mio marito, avrei io potuto cattivarlo sempre come il duca?… No, lo temo…. Troppo presto si legò ad altra donna!… Ah Federico, morto a Lepanto colla mia memoria in cuore, mi era assai più caro che Federico ammogliato, amabile sempre, ma incostante e leggiero!…
»Quante accuse peseranno sopra di me!… Donna Maria potrebbe sapere ogni cosa, prevenire don Francesco!… Si sarebbe egli già recato in traccia di Federico, pria che venir da me?… Ed allora, se lo provoca, non resisterà…. Pur troppo anch'egli ha di quest'orgoglio ostinato, di questa manìa di trarre la spada ad ogni istante…. E se facessi chiedere io stessa del duca? Ma no…. lo conosco…. Direbbe che mi sono preparata ad una scena…. Lo attenderò qui….»
Ella volse il capo udendo dei passi in giardino….
Un uomo si avanzava rapidamente verso la sala….
Lo riconobbe tosto, ad onta del crepuscolo già avanzato…. Era il duca….
Il duca, pallido come la morte, minaccioso, terribile….
Per quanto donna Livia fosse coraggiosa, non potè a meno di provare un brivido….
Che le direbbe?… Ah! forse sapeva tutto….
Attese immobile….