ALLA SIGNORA L. C. P. NEL SUO GIORNO NATALIZIO (25 DICEMBRE)

Amabil donna, il cui spirto gentile

Non credo che sei lustri oggi saranno,

Tra le voci del gaudio e dell'affanno,

Prese leggiadra veste femminile;

Donna che or or conobbi, e nel virile

Petto, omai schivo d'ogni dolce inganno,

Culto m'induci tal che più d'un anno

Non già maggior, far nol potrìa simìle;

Questo bel giorno tuo, festeggio teco;

L'are diserto del nascente Iddio

Ed al tuo nume grazïoso io reco

Tutti i miei doni e inter l'omaggio mio;

Nè l'Uom ch'è in Cristo irato esser può meco,

Se pel tuo nume, ogni altro nume obblio.