II.
E se Amor non m'inganna o Poesia,
Ch'empion di larve spesso e cuore e mente,
Quel mondo ignoto, ecco subitamente
Albeggia agli occhi della mente mia.
E come a notte per campestre via,
Sotto la luna par lontanamente,
Ch'ivi fra nebbie d'indistinta gente
La contrada animata a un tratto sia;
Così vegg'io nella crepuscolare
Ombra del regno arcano, erranti e meste
Forme fra cui molte a me note e care;
Onde più che terror provo desio
Di quel regno nel qual mi precedeste,
O miei congiunti, o amici, o padre mio!