— Dimmi un po’, io credevo che tu cercassi un rasoio o una lama…

Sweeney sospirò: il vero oggetto delle sue ricerche era stata una statuetta nera. Ma se ne era Doc il possessore, la teneva a casa o in albergo, o comunque nel posto in cui viveva, e non in ufficio. E ammettendo pure che a quell’ora egli potesse scoprire l’abitazione di Doc, non poteva sfidare la sua fortuna al punto di rubarla in quella notte. E infine, perché non riusciva ad allontanare Doc Greene dalla sua mente, così da potersi concentrare su qualche altra traccia? Una visita a Brampton, nel Wisconsin, per esempio, a quello scultore… come si chiamava? Chapman Wilson… che aveva creato la statuetta. Era un indizio, uno qualunque, che avrebbe potuto condurlo a un risultato. Ma non sapeva quale risultato e come. O forse anche, ritornando a Greene, sarebbe stata utile una capatina a New York per controllare se il suo alibi fosse solido al cento per cento. La polizia poteva anche non aver scavato in profondità, accontentandosi di averlo visto registrato in un albergo.

Oppure, se avesse avuto a disposizione del denaro, avrebbe potuto assoldare un investigatore privato di New York, risparmiandosi il viaggio. Ma sarebbe stata una spesa a carico di Sweeney, perché il “Blade” non l’avrebbe mai accettata. Maledetto il denaro! Possedeva ancora circa cento dollari di quelli datigli da Walter Krieg, ma, col ritmo che avevano nello scomparire dalle sue mani, sarebbe riuscito appena ad arrivare alla fine dei dieci giorni mancanti prima del nuovo pagamento del “Blade”. Era solo a spendere denaro per lo Squartatore o per Iolanda.

Udì Jay muoversi inquieto e tornò a osservare il contratto. — Un minuto solo, Jay — disse.

Rilesse attentamente il contratto e corrugò la fronte. Esaminò uno dei paragrafi per essere certo che dicesse proprio quel che gli era sembrato e ne fu rassicurato. Ripose il contratto insieme agli altri nella busta e la busta nel cassetto. Poi permise a Jay di richiuderlo.

— Allora, hai trovato quel che cercavi? — domandò Jay.

— No. Cioè, sì. Non quel che cercavo, ma qualcosa di buono sì.

— Che cosa?

— Sia dannato se lo so — rispose Sweeney. Ma riteneva di esserne perfettamente consapevole. Avrebbe trovato il denaro, a patto di correre un rischio.

Jay brontolò, mentre la serratura scattava a posto: — Allora andiamo. Filiamo fuori di qui. Ne parleremo davanti a un bicchiere di qualcosa.