Sweeney scosse le spalle. — Può succedere, ma non vedo la ragione per cui dovrebbe farlo.
Harry intrecciò le dita, posandole sopra il ventre e fissandosi le nocche. Senza alzare lo sguardo, disse: — Willie, va’ a dire a Haywood di darti novecento dollari. Portali qui. — Willie uscì.
— Come mai novecento? — domandò Yahn. — Come ti è venuta in testa proprio questa cifra?
Sweeney sogghignò. Dentro di sé, riconobbe che era un sogghigno piuttosto trepidante e sperò calorosamente che all’esterno apparisse più sicuro. Poi rispose: — Per mio conto, Yahn, sei un uomo da quattro cifre e io mi sono tenuto al di sotto. Se te ne avessi chiesto mille, forse… avrei ricevuto qualcos’altro.
Harry scoppiò a ridere e di nuovo sembrò un Babbo Natale. — Sei un bel figlio di puttana, Sweeney. — Alzandosi, batté una manata sul dorso di Sweeney, mentre Willie rientrava con il denaro in mano. Lo porse a Yahn, e Yahn lo porse a Sweeney senza contarlo. Neanche Sweeney lo guardò, ma lo ripose in tasca.
Yahn ordinò: — Accompagnalo fuori, Willie. E lascialo entrare ogni volta che vorrà venire a trovarmi. — Willie aprì la porta e Sweeney uscì nell’ingresso; Willie lo seguì, ma fu richiamato da Yahn. Poi uscì di nuovo e andò a spalancare la porta d’uscita. Mentre Sweeney gli passava davanti, una mano di Willie, grande come le due di Sweeney messe insieme, lo afferrò per la spalla, costringendolo a girare su se stesso, mentre con l’altra mano, chiusa in un pugno grosso come un pallone da football, ma molto più pesante e dura di un pallone, tirava un colpo nello stomaco del giornalista. Quando lo lasciò andare, Sweeney cadde, ripiegato su se stesso, senza svenire, ma stroncato dal dolore improvviso. Era una tale sofferenza da togliere il respiro, che provò il desiderio di perdere i sensi, specie se altri colpi del genere lo avessero colpito. Ma non lo colpirono.
Willie arretrò di un passo, dicendo: — Harry ha detto di dartelo — e aggiunse, con l’aria di domandarsi perché Sweeney fosse stato così fortunato: — Ha detto uno solo e leggero.
Era chiaro che lui, personalmente, avrebbe preferito che fossero molti e duri.
Poi chiuse la porta.
Dopo un minuto, Sweeney fu in grado di raddrizzarsi in piedi e di arrivare al lavabo. Vomitò e solo così riuscì a mettersi diritto. Lasciando scorrere l’acqua fredda nel lavandino, si lavò la faccia, che nello specchio gli appariva bianca come la porcellana del lavabo stesso. Ma ormai respirava quasi regolarmente, anche se lo stomaco e il ventre erano troppo doloranti per toccarli, tanto da costringerlo ad allentare di due buchi la cintura, per diminuire la pressione.