— Hai voglia di bere, Dio? Voglia abbastanza?
— Abbastanza per che cosa?
— Per mettermi una mano nella tasca destra della giacca.
La mano di Dio s’infilò nella tasca, vi trovò qualcosa e restò ferma. Quando parlò, la voce suonò rauca. — Grazie. È da questo pomeriggio che non bevo. Sarebbe stata una giornataccia domani. Che ore sono?
— Quasi le tre e mezzo.
Dio appoggiò i piedi a terra. — Bene. E a te come va, Sweeney?
— Bene.
Dio finì di mettersi a sedere sulla panchina, mentre Sweeney gli diceva: — Guarda bene la figura che c’è su quel biglietto, prima di farlo cambiare.
Dio trasse la mano di tasca e osservò l’angolo del biglietto di banca spiegazzato. Poi scrutò Sweeney. — Un dannato capitalista.
Rimise la mano in tasca e si alzò, allontanandosi senza voltarsi indietro. Sweeney sorridendo lo guardò allontanarsi finché fu giunto alla strada, soprattutto per essere sicuro che nessuno avesse visto o sentito e lo seguisse. Ma nessuno si mosse.