Sweeney lo fissò. — Non fermarti qui, Esmeralda. Continua.
— Continuo che cosa?
— A versarmi da bere. E poi parlami di Charlie. Scolpisce delle statuette?
Il barista si mise a ridere. — È proprio lui, Charlie lo svanito.
Sweeney si aggrappò con le mani all’orlo del banco. — Svanito? Matto? Uno che ha avuto a che fare con un rasoio?
— Rasoio?! Oh, voi parlate di quella faccenda. Ma era un coltello, non un rasoio.
— Una bionda, una magnifica bionda…
— Chi? La ragazza? Sì, era proprio così. Una delle più belle della città. Fino a che non l’hanno assalita con quel coltello.
Sweeney chiuse gli occhi e contò lentamente: uno, due… Non poteva essere vero. E lui era stato sul punto di tornarsene a Chicago.
Era troppo bello per essere vero. Non possono accadere cose così. Domandò: — Assalita? Come nell’affare dello Squartatore?