Una voce rispose dall’alto: — Sì, Jake — e dopo pochi secondi discese una donna alta e magra.
Henderson le presentò Sweeney. — Questo è Sweeney di Chicago, Mà. Dobbiamo andar su a parlare un po’. Puoi fermarti tu al banco?
— Certo, Jake. Ma non metterti a bere. Ricordati che è sabato e c’è lavoro.
— Non una goccia, Mà.
Guidò Sweeney per le scale e poi in una cucinetta. — Credo che qui parleremo meglio e abbiamo bicchieri a portata di mano. Ci volete mescolare qualcosa?
— Nell’Haig and Haig? Non dite sciocchezze, sceriffo.
Henderson sorrise. — Sedetevi. Prendo i bicchieri e apro la bottiglia.
Tornò con i bicchieri e la bottiglia aperta, e versò per entrambi una dose generosa. Sweeney alzò il bicchiere: — Al delitto.
— Al delitto. Come vanno le cose a Chicago? — rispose Henderson.
— Squartano. Ma veniamo a Brampton. Prima di tutto bisogna essere sicuri che il Chapman Wilson di cui parlo io sia il Charlie pazzo che dite voi. Raccontatemi di questo tale.