— Be’, per la faccenda dello squartamento. Come c’è entrato lui?
— Gli ha sparato.
— Charlie ha sparato allo Squartatore o lo Squartatore a Charlie?
— Charlie allo Squartatore.
Sweeney trasse un respiro profondo. — Ma lo Squartatore è scappato?
— Niente affatto! È morto secco: Charlie lo ha preso in pieno con un fucile da caccia a due metri di distanza. Gli ha fatto un buco che ci sarebbe passata tutta la sua testa dentro. È stata l’unica cosa buona che ha fatto Charlie in tutta la sua vita. Per un po’ di tempo è stato una specie di eroe della città.
— Oh — osservò Sweeney, con un certo disappunto, perché uno Squartatore morto non aveva molto valore per lui. Bevve un altro sorso del suo Haig e riprese: — Proviamo dall’altra parte. Chi era lo Squartatore?
— Si chiamava Pell, Howard Pell. Un pazzo omicida fuggito dal manicomio della Contea che è a trenta chilometri da qui. Aspettate, dunque… deve essere stato quattro anni fa; ho sbagliato quando vi ho detto tre, perché è successo nel primo anno del mio secondo periodo di carica e quindi sono almeno quattro anni, qualche mese in più piuttosto che in meno. Sì, qualche mese in più, perché è stato in maggio e adesso siamo in agosto. Mi pare sia stato proprio in maggio.
— E che cosa è successo?
— Bene, questo Pell è scappato dal manicomio. Ha ammazzato con le sue mani due guardie: era un pezzo d’uomo enorme come un bue, più grosso di me. È arrivato fuori prima che suonassero le sirene e ha fermato un’automobile per avere un passaggio; e quel maledetto idiota del guidatore lo ha preso su. Era uno che si chiamava Rogers. Pell è salito sull’auto e ha ammazzato Rogers: lo ha strozzato.