Era lunedì, una giornata luminosa e allegra, con un sole forte ma non eccessivo, considerando che si era all’11 agosto. Nessuna nuvola in cielo, e una brezza fresca dal lago. Tutto appariva piacevole.
Fece un’ottima colazione e alle nove si presentò al “Blade”, puntualmente. Appese giacca e cappello, si diresse all’ufficio di Wally Krieg, prima che il redattore capo potesse chiamarlo. Sotto il braccio portava la statuetta in un pacco.
Wally alzò la testa al suo ingresso. — Salve, Sweeney. Già passato da Crawley?
— No. Prima voglio mostrarti qualcosa — e cominciò a disfare il pacco.
— Va bene, però dopo va’ da Crawley. Stanotte hanno rubato a un rappresentante di commercio in gioielleria i suoi campioni e vogliamo arrivarci subito. È…
— Taci — interruppe Sweeney, allontanando la carta dal pacco e posando la statuetta sulla scrivania, davanti al capo redattore. — Wally, ti presento «La statua che urla».
— Piacere. Adesso togli di mezzo quella roba e…
— Taci — lo interruppe di nuovo Sweeney. — «La statua che urla» ha una sorella gemella. Una sola in tutta Chicago.
— Sweeney, che cosa stai almanaccando?
— Lo Squartatore. È lui che possiede la sorella della «Statua che urla». Noi possediamo questa, e non credere che vada in conto spese per una cifra minore del suo effettivo prezzo di vendita. Questo, naturalmente, sempre che tu voglia mandarla alla sezione fotografica e pubblicarne un ritratto in prima pagina oggi.