Sweeney appoggiò la statuetta sulla scrivania. Wally la fissò attento, poi guardò Sweeney.

— Che cosa stai aspettando? Un bacetto di addio? Fila a fare il pezzo. Aspetta un momento, non subito. C’è un mucchio di tempo per la prima edizione: siediti e raccontami tutto. Ci può essere qualcosa che può fare un altro, mentre tu lavori.

Sweeney sedette e raccontò quasi tutta la vicenda. Tutto ciò che aveva intenzione di rivelare nell’articolo. Fu interrotto dall’arrivo del fotografo, al quale Wally affidò la statuetta, con precise istruzioni e minacce di orribili punizioni se essa fosse andata rotta prima di essere stata fotografata. Il fotografo uscì, camminando con precauzione e reggendo la statuetta come fosse stata un guscio d’uovo. Poi Sweeney riprese il suo racconto e lo terminò.

Wally concluse: — Bene. Adesso va’ a scriverlo. Credo però che tu non abbia fatto un gran bene ad avvertire la Ganslen di fabbricare le copie subito; alla polizia non andrà nulla a genio, perché vorranno avere in tutta Chicago una sola statuetta, finché sarà possibile. E anch’io sono di questo parere: anzi, ordinerò che questa copia venga distrutta appena sarà stata fotografata chiaramente. Mettilo nell’articolo, perché restringe il campo delle ricerche. Ma cosa diavolo volevi fare con quella telefonata alla ditta, per avvertirli?!

Sweeney si sentì a disagio: era stato un errore, certo, ed egli non voleva spiegarne i veri motivi riguardanti Charlie Wilson. Protestò debolmente. — Pensavo di doverli in qualche modo ripagare del favore che mi avevano fatto nella prima telefonata, dicendomi di averne venduto solo due a Chicago. Senza quello, Wally…

— Va bene — ammise Wally — li chiamerò io mentre tu scrivi la storia. Ecco, tu scrivi pure che la statuetta è stata fabbricata dalla Ganslen Art Company di Louisville e non avranno bisogno di mandare nessun rappresentante e nessun campione a Chicago e nella zona. Saranno sommersi di ordini per telefono, solo con le tue poche righe e la fotografia sul giornale. Ogni commerciante della zona gliela chiederà. Perciò adesso li chiamo e glielo dico. Con chi avevi parlato tu?

— Il direttore generale, quel Burke.

— Benissimo, lo dirò a Burke e lo pregherò di accettare, ma di tenere in sospeso tutti gli ordini di questa zona finché gli sarà possibile temporeggiare. E gli ripeterò di seguire il tuo consiglio di mettere il marchio segreto su ognuna delle copie. Ma questo non dirlo nell’articolo. E quando hai finito, portamelo qui, voglio passarlo io stesso.

Sweeney assentì e si alzò in piedi, mentre Wally continuava: — E farò un’altra cosa: telefonerò a Bline. Se pubblichiamo questa storia senza avvertirlo prima, diventeremo il numero uno della lista nera del dipartimento. Gli racconterò tutto e lo avvertirò che la pubblicheremo oggi, dopo averlo comunicato a lui.

— E se lui ne informa gli altri giornali?