— Liscio.

Sweeney pose due dollari sul banco e quando il barista tornò disse: — Un bel tipo, quel Doc Greene.

— Oh, altro che tipo!

— Quello che mi ha colpito sono i denti — continuò Sweeney — sembravano proprio suoi, perché non erano abbastanza regolari da essere falsi. Ma come diamine riesce ad avere denti simili un tipo come lui?

Il barista rise. — Forse sarà per gli occhi. Da ipnotizzatore: credo che ci voglia un bel coraggio per giocare un tiro a Doc. Io non mi mischierei mai nelle sue storie. Ed è incredibile come le donne gli corrano dietro. Non lo si crederebbe mai.

— Anche Iò? — domandò Sweeney.

— Di Iò non saprei. È una donna difficile da capire.

Prese i due dollari di Sweeney, batté alla cassa uno scontrino da uno e ottanta e gli mise sul banco il resto. Sweeney vi aggiunse altri venticinque centesimi e disse: — Bevine uno con me.

— Certo, grazie.

— Alla salute — disse Sweeney. — Dimmi, chi dirige adesso l’“El Madhouse”? Appartiene ancora a Harry Yahn?