Sweeney continuò a scendere e uscì nella sera punteggiata di cento luci, nell’aria calda e umida. Si diresse a ovest, poi a sud, per Dearborn Street, domandandosi fino a quando avrebbe resistito a camminare; quanto avrebbe resistito senza mangiare e senza dormire. La nausea tornava ad assalirlo, e il pensiero del cibo era sempre disgustoso, ma era un supplizio a cui doveva sottoporsi. Quando fu in Chicago Avenue, entrò in un piccolo ristorante lindo e simpatico e sedette al banco. Un uomo in grembiule bianco, che ricordò a Sweeney un chirurgo, gli si accostò dall’altra parte del banco, rimanendo in attesa degli ordini, mentre i suoi occhi fissavano affascinati la statuetta nera che Sweeney aveva deposto sul banco davanti a sé.

— Ehi, puoi procurarmi un pranzo proprio speciale? — disse Sweeney.

— Se abbiamo quello che volete, lo possiamo preparare.

— Pane — spiegò Sweeney. — Due fette di pane bianco, solo, senza burro. Non troppo fresco, ma neppure stantio. Con la crosta. E su un piatto bianco. Credo che riuscirò a mangiarlo. Il pane, s’intende, non il piatto. Puoi farmelo?

— Domanderò al cuoco. Anche caffè?

— Nero, carico. In una tazza.

Sweeney chiuse gli occhi per concentrarsi su un pensiero, così da evitare di prestar attenzione agli odori del ristorante, ma riuscì solamente a concentrarsi sugli odori. Quando udì il rumore del piatto e della tazza che gli venivano posti dinanzi, aprì gli occhi. Bevve un sorso di caffè bollente e cominciò a spilluzzicare una fetta di pane. Bene, pareva che andasse giù e fosse disposta a rimanerci.

Aveva quasi finito la seconda fetta, quando ritornò il cameriere. Si appoggiò al banco contemplando la statuetta e disse: — È una di quelle cose che prende, quando la si guarda. Da chi l’avete avuta?

— Da una fata — rispose Sweeney. — Quanto devo?

— Quindici cents. Sapete a che cosa mi fa pensare questa statua? Allo Squartatore. — Sweeney quasi si affogò col caffè; poi depose la tazza sul piattino con precauzione. Il cameriere non aveva notato nulla e continuava: — Voglio dire: a una donna attaccata dallo Squartatore. Nessuna donna sarebbe così spaventata se la rapissero semplicemente, ma con un pazzo che la insegue con un coltello in mano e magari la spinge in un angolo…