— Non ricordo. Non potrei giurare di no. Ma ti dirò una cosa: nessun altro qui lo ha notato o ha qualche idea in merito. Questa è l’unica certezza che i poliziotti hanno tirato fuori da tutti. È inutile chiederlo a George al bar o a Emmy, la ragazza vestita di bianco. C’erano tutti e due, quella notte, ma non sanno niente più di me.
— Aveva nemici Stella?
— No, era una cara ragazza. Anche noi che ci lavoravamo insieme le volevamo bene, e anche il padrone, che è tutto dire. E, per risparmiarti la prossima domanda, ti dirò anche che non c’era nessun uomo veramente importante nella sua vita e non viveva con nessuno. Non che non andasse via qualche volta con una valigetta per due o tre notti, ma non viveva con qualcuno seriamente.
— Aveva una famiglia a Des Moines?
— Un giorno mi ha detto che i genitori erano morti, e se aveva altri parenti non ne ha certo mai parlato. Ma non credo che ne avesse di prossimi.
— Viveva nella West Madison, secondo l’indirizzo pubblicato. A pochi passi da qui, vero? Che cos’è, un albergo o una casa privata?
— Un albergo, il “Claremore”. Una porcheria. Posso bere un altro bicchierino?
Sweeney schioccò le dita verso il cameriere. — Anche per me, questa volta. — Spinse indietro il panama sulla testa. — Senti, Tess, mi hai detto che cosa faceva e cosa appariva. Ma che cosa era in realtà? Che cosa la interessava davvero, che cosa voleva?
La ragazza in rosso alzò il bicchiere scrutandone il contenuto. Poi, per la prima volta, fissò apertamente Sweeney. — Sei un bel tipo, tu. Credo proprio che mi piaceresti.
— Che esagerazione — rispose Sweeney.