Sweeney tentò: — Stella è stata qui, quella sera?

— Certo. Io allora non c’ero, ma c’ero dopo, quando la polizia ha interrogato Thelma. E lei ha detto che Stella era venuta poco dopo le due a prendere un panino e un caffè e poi era uscita.

— Non disse a Thelma dove era diretta?

Il padrone scosse la testa. — No, ma è probabile che fosse qua vicino, se no non sarebbe arrivata da Madison Street a qui per un panino. I poliziotti pensavano che avesse un appuntamento in qualche albergo qua attorno, per la notte, dopo finito il lavoro nel locale.

Sweeney lo ringraziò e uscì. Era sicuro che non valesse la pena di rintracciare Thelma Smith; la polizia l’aveva già interrogata e, se nella sua partenza ci fosse stato qualcosa di sospetto, ci avrebbe pensato lei a rintracciarla.

Mentre attendeva il momento per attraversare la Chicago Avenue, si avvide di aver dimenticato di porre una domanda a Tess, così, attraversata finalmente la strada, le telefonò nel locale di Susie.

— Sono quel tale con cui parlavi una mezz’ora fa, Tess — le rammentò. — Mi è venuta in mente una cosa. Stella ti ha mai detto nulla di una statuetta… la figura di una donna, nera, alta circa venticinque centimetri?

— No. Dove sei?

— Mi sono perduto nella nebbia. Sei mai stata in camera di Stella?

— Sì, pochi giorni prima del… prima che morisse.