Greene sogghignò. — Non dare di queste notizie a Sweeney, che mi attribuisce già delle origini bastarde, cara. — Fissò Sweeney attraverso le spesse lenti e dolcemente mormorò: — Io posso mordere.

— Se non altro — disse Sweeney a Iolanda — mi abbaia alle calcagna e non mi piace.

— No, Doc è carissimo, signor Sweeney. Scherza con voi.

— Sarebbe meglio che non scherzasse su di me. Doc, vi radete con un rasoio non di sicurezza?

— Se mi capita, sì.

— E in questo caso adoperate il vostro o quello degli altri?

Gli occhi di Doc si strinsero leggermente, dietro i pesanti occhiali. — Qualcuno ha adoperato il vostro?

Sweeney accennò di sì. — La vostra perspicacia mi confonde di nuovo. Sì, qualcuno ha preso il mio. E anche un temperino: erano gli unici due oggetti taglienti disponibili nella stanza.

— Per non parlare del vostro cervello, Sweeney. Quello ve lo ha lasciato. O era là anche lui, al momento del furto?

— Ho i miei dubbi, perché deve essere accaduto di sera, mentre ero fuori, piuttosto che quando ero addormentato. Lo deduco dal fatto che guardandomi allo specchio stamattina non ho visto nessuna sottile linea rossa sulla gola.