Greene scosse lento la testa. — Avete guardato nel posto sbagliato. Il nostro amico Squartatore ha una marcata preferenza per i visceri. Avete controllato?

— Non con particolare attenzione, Doc. Ma lo avrei notato quando ho fatto la doccia.

Iolanda rabbrividì e spinse indietro la sedia. — Temo di dovervi lasciare, signor Sweeney, perché debbo parlare con il maestro per un nuovo numero. Verrete a vedermi ballare, stasera? Il primo numero comincia alle dieci.

Gli tese la mano sorridendo, e Sweeney, restituendole il sorriso, strinse la mano fra le sue. — Complimenti, Iò. O posso chiamarvi Iolanda?

La donna rise. — Credo che mi piaccia di più. Lo dite in modo pieno di significato.

Si allontanò oltre l’arcata che portava dal bar alla sala. Il cane, che era rimasto sdraiato accanto alla sua sedia, la seguì. E altrettanto fecero i due poliziotti che avevano atteso seduti al tavolo vicino.

— È un vero corteo — osservò Doc Greene.

Sweeney, restando seduto, continuò a far cerchi sul tavolo con il fondo del bicchiere, finché, dopo un minuto, alzò gli occhi. — Salute, Doc. Non mi ero accorto che foste qui.

— Trovato qualcosa, Sweeney? Una traccia?

— No.