— Mi sottovalutate, Sweeney. Credo che potrei trovarla, quella traccia, anche senza il vostro aiuto. E adesso ho proprio la curiosità di farlo.
— Provate.
— Benissimo. — Gli occhi di Doc apparivano enormi, con un potere ipnotico, dietro le grosse lenti. — Una statuetta nera, soprannominata «La statua che urla». E molte di queste statuette vengono messe in vendita nei negozi d’arte e di chincaglieria. Una delle ragazze uccise lavorava in uno di questi negozi, proprio nel giorno del delitto. Non ricordo più dove, ma sui giornali lo ritroverei. Se trovassi il padrone e gli domandassi notizie della «Statua che urla» mi servirebbe a qualcosa?
Sweeney alzò il bicchiere. — Vi ho sottovalutato davvero, Doc.
— E io voi, Sweeney, quando quasi mi ero convinto che non aveste trovato nessuna traccia. Alla vostra cattiva salute!
— Alla vostra!
Bevvero entrambi, poi Greene domandò: — Allora, devo andare a cercare il padrone del negozio o vuotate il sacco?
— Posso anche farlo. Lola Brent ha venduto una statuetta nera di una donna nuda, urlante, proprio poco tempo prima di venire uccisa. È una buona ragione per pensare che il suo cliente sia stato lo Squartatore, che l’abbia seguita verso casa e l’abbia fatta fuori. Probabilmente la statuetta lo aveva sconvolto: ha qualcosa che può influire su uno psicopatico.
— A voi piace?
— Non mi piace, ma la trovo affascinante. E fra l’altro è veramente ben lavorata. Ho svolto qualche indagine: a Chicago ne sono state mandate soltanto due. Io ne ho una, e lo Squartatore l’altra.