— La polizia lo sa?
— No, sono sicuro di no.
— L’avevo detto io, Sweeney. La fortuna degli irlandesi. In questo caso, la vostra fortuna la seguite da lontano o state per difendervene da vicino?
— Difendermi?
— Sì, con una rivoltella o un’arma qualsiasi. Se lo Squartatore, o un altro anche, fosse venuto a trovarmi per portarsi via la mia piccola armeria di temperini e rasoi, io metterei in moto l’artiglieria. Se lo Squartatore sapesse dov’è la mia camera, dormirei con una rivoltella sotto il cuscino, senza la sicura. O forse lo Squartatore sa tutto?
— Cosa vorreste dire?…
— Sì…
Sweeney sogghignò. — Volete il mio alibi? Bene, di due mesi fa non so niente, e non credo di poter ricostruire la serata. Quanto ai due successivi assassinii, ero in giro per una sbornia di quindici giorni. Solo Dio sa dov’ero e che cosa facevo, ma non sono stato sempre con Dio. Quanto alla notte scorsa, quando Iolanda è stata aggredita, sono arrivato sulla scena del delitto press’a poco nell’ora in cui è stato commesso. Come vi sembrano questi alibi?
Doc Greene emise un grugnito, e disse: — Ne ho sentiti di meglio e non posso ricordare di averne sentiti di peggio. Sweeney, come esperto di psichiatria, non mi sembra che siate lo Squartatore, ma potrei anche sbagliare. Lo siete?
Sweeney si alzò. — Che sia dannato se ve lo dico, Doc. Nel piccolo e piacevole scambio di cortesie che esiste tra noi, questo è un grosso punto a mio favore. E lascerò che voi cerchiate. Nel caso che io lo sia, grazie dell’avviso per la rivoltella.