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ELEVATION OF A SCENA SATYRICA

Della Scena Satyrica.

[f. 30] La Scena Satyrica e per rappresentar satyre, nelle quali se riprendono (anzi vero se mordeno) tutti coloro che licentiosamente viuono, et senza rispetto nelle satyre antiche erano quasi mostrati a dito gli huomini viciosi et mal viuenti. Perho tal licentia si puo comprendere che fusse concessa a personaggi che senza rispetto parlassero, come saria a dire gente rustica, percioche Vitruuio trattando delle scene, vuole che questa sia ornata di arbori, sassi, colli, montagne, herbe, fiori, et fontane, vuole anchora che vi siano alcune capanne alla rustica, come qui appresso se dimostra. Et perche a tempi nostri queste cose per il piu delle volte si fanno la inuernata, doue pochi arbori et herbe con fiori se ritrouano, si potran bene artificiosamente fare cose simili di seta lequali saranno anchora piu lodate che le naturali; percioche, cosi come nelle Scene Comiche et Tragiche se imitano li casamenti et altri edificij, con l’ artificio della pittura, cosi anchora in questa si potran bene imitare gli arbori et l’ herbe co fiori. Et queste cose quanto saranno di maggior spesa tanto piu lodeuoli saranno, perche (nel vero) son proprie di generosi magnanimi, et richi signori, nemici della bruta Auaritia. Questo gia vidiro gli occhi mei in alcune scene ordinate da l’ intendente Architetto Girolamo Genga, ad instantia del suo padrone Francesco Maria Duca di Vrbino, doue io compresi tanta liberalita nel prence, tanto giuditio et arte l’ Arcitetto, et tanta bellezza nelle cose strutte, quanto in altra opera fatta da l’ arte che da me sia stata veduta giamai. (O Dio immortale) che magnificentia era quella di veder tanti arbori et frutti, tante herbe et fiori diuersi, tutte cose fatte di finissima seta di variati colori, le ripe et i sassi copiosi de diuerse conche marine, di limache et altri animaletti, di tronchi di coralli di piu colori, di matre perle, et di granchi marini inserti ne i sassi, con tanta diuersita di cose belle; che a volerle scriuere tutte, io sarei troppo longo in questa parte. Io non diro de i satyri, delle Nymphe, delle syrene, et diuersi monstri o animali strani, fatti con tal artificio, che aconzi sopra gli huomini et fanciulli secondo la grandezza loro, et quelli, andando et mouendosi secondo la sua natura, rappresentauano essi animali viui. Et se non ch’ io sarei troppo prolisso, io narrarei gli habiti superbi di alcuni pastori, fatti di ricchi drappi d’ oro et di seta, foderati di finissime pelle d’ animali seluatichi. Direi anchora de i vestimenti d’ alcuni pescatori, liquali non furono men ricchi de gli altri, le rete de i quali erano di fila d’ oro fino, et altri suoi stromenti tutti dorati. Direi di alcune pastorelle et Nymphe, gli habiti delle quali sprezauano l’ Auaritia. Ma io lassaro tutte queste cose ne gli intelletti de i giudiciosi Architetti: liquali faranno sempre di queste cose, quando trouaranno simili padroni conformi alle lor voglie, gli et donanti piena licentia, con larga mano, di operare tutto quello che vorranno.

Di Lumi arteficiali delle Scene.

[f. 31] Ho promesso piu adietro negli trattati delle scene, di dare il modo come si fanno i lumi artificiali di variati colori transparenti; perche primieramente diro del colore celeste, il quale rappresenta il zafiro et ancho assai piu bello. Prendi vn pezzo di sale ammoniaco, et habbi vn bacile da barbiere o altro vaso di ottone, mettendogli drento vn detto di aqua. Poi questo pezzo di sale va ben fregando nel fondo, et intorno questo bacile, tanto che ’l se consumi tutto: agiungendoli de l’ aqua tuttauia, et quando vorrai piu quantita di questa aqua, et che ’l colore sia piu bello, fa maggiore la quantita del sale ammoniaco. Fatto adonque vno bacile pieno di questa aqua falla passare per il feltro in vno altro vaso, et questa sara di color celeste bellissimo. Ma volendolo piu chiaro vi agiungerai de l’ aqua pura, cosi di questo sol colore ne farai di molti piu chiari et piu scuri quanto vorrai; et se di questa medesima aqua zafrina vorrai fare colore di Smeraldo, mettili drento alquanto di zaffarano, tanto piu o meno, secondo che la vorrai piu oscura o piu chiara. Di queste cose non ti do le proportioni; ma con la esperientia ne farai di piu forte o chiare o pur oscure. Se vorrai fare del colore di Rubino, se sarai in luoco doue siano vini vermigli carichi di colore et chiaretti: questi faranno di rubin maturi et gai cioe acerbi, et se non hauerai de vini, prendi del vergine tagliato in pezzeti, mettendolo in vna caldara piena d’ aqua, con alquanto di alume di rocha, et la farai bolire spiumandola, et poi passare pel feltro, et agiungendoli aqua pura se vorrai colore piu chiaro; et se vorai colore di Balasso, il vino goro, bianco, et vermiglio insieme, fara tal colore. Cosi anchora li vini bianchi piu et meno carichi faran colore de Griso passo, et di Thopasso. Ma (senza dubio alcuno) l’ aqua pura passata pel feltro contrafara li Diamanti. Pure, per farli, sara necessario adoperare alcune forme in punta, et in tauola, et alla fornace de i vetri fare delle bozze che prendano tal forma, et quelle impire d’ aqua. Ma il modo de disporre questi colori transparenti sara questo. Sara di dietro alle cose dipinte, doue anderanno questi colori, vna tauola sottile traforata nel modo che saran compartiti questi lumi, sotto laquale sara un’ altra tauola per sostenere le bozze di vetro piene di queste aque; poi dette bozze si metteranno con la parte piu curua appoggiate a quei buchi, et bene assicurate che non caschino per i strepiti delle moresche; et dietro le bozze si mettera vno cesendelo, overo lampada, accio lo lume sia sempre equale; et selle bozze verso la lampada saranno piane anzi concaue, riceueranno meglio la luce, et li colori saranno piu transparenti, cosi anchora per quei tondi liquali saranno in scurtio sara da fare le bozze di quella sorte. Ma se accadra tal fiata vn lume grande et gagliardo, sara da metterui di dietro vna torza, dopo laquale sia vn bacile da barbiere ben lucido et nuovo, la reflettione del quale fara certi splendori, come di raggi del sole. Et se alcuni luochi saranno quadri come mandola, o altre forme, si prendera delle piastre di vetri di variati colori posti a quei luochi col suo lume di dietro. Ma questi lumi non saran (perho) quelli che allumineranno la scena, percioche gran coppia di torze si metteno pendente dauanti alla scena. Si potra anchora su per la scena mettere alcuni candelieri con torze sopra, ed anchora sopra essi candelieri vi sia vn vaso pieno di acqua, drento laquale metterai vn pezzo di camphora, loquale ardendo fa bellissimo lume, et e odorifero. Alcuna fiata accadera a dimostrare qualche cosa che abbruscia (sia che si voglia); si bagnara benissimo di aqua vite della piu potente, et apizatogli lo fuoco con vna candeletta: ardera per vn pezzo. Et ben che quanto alli fuochi si potra dire assai piu, voglio questo sia basteuole per presente. Ma parliamo di alcune cose lequali sono di gran diletto a spettatori. Mentre la scena e vota de dicitori, potra l’ Arcitetto hauer preparato alcune ordinanze di figurette, di quella grandezza che si ricercara dove hauranno a passare, et queste saranno di grosso cartone colorite et tagliate intorno, lequali posaranno sopra vn regolo di legno a trauerso la scena, doue sia qualche arco, fatto sopra il suolo vno incastro a coda di Rondina, entro lo quale si mettera detto regolo; et cosi pianamente vna persona dietro al detto arco le fara passare, et tal fiata dimostrare che siano musici con istrumenti et voci, onde dietro alla scena sara vna musica a somissa voce. Tal volta fara correre vn squadrone di gente chi a piedi et chi a cauallo, lequali con alcune voci o gridi sordi, strepiti di tamburi, et suono di trombe, pascono molto gli spettatori. Et se tal volta accadera che vno Pianeta, o altra cosa per aria si vegga passare, sia ben dipinta quella cosa in cartone et tagliata intorno; poi dietro la scena (cioe a gli vltimi casamenti) sia tirato a trauerso vn filo di ferro sottile, et con alcuni aneletti in esso filo attacati dietro il cartone, nel quale sia un filo negro, et da l’ altro lato sara vna persona che pian piano lo tirara a se, ma sara di forte lontano, che ne l’ uno ne l’ altro filo sara veduto. Tal fiata accadera tuoni, lampi et folgori a qualche proposito; li tuoni cosi si faranno. Sempre (come ho detto) le scene si fanno nel capo di vna sala, sopra laquale gli e sempre vn suolo, sopra del quale si fara correre vna grossa balla di pietra, laquale fara bene il tuono. Lo lampo cosi si fara. Sara vno dietro alla scena in luoco alto, hauendo nella mano vna scatoletta, entro laquale vi sia polue di vernice: et il coperchio sia pieno di busi: nel mezzo del coperchio sara vna candeletta accesa: et alzando in su la mano, quella polue salira in alto, et perchuotera nella candela accesa, di maniera che fara lampi assai bene. Circo al folgore, sara tirato vn filo di ferro lontano a trauerso la scena, che descenda a basso, entro del quale sara aconcio vn rochetto, o raggio, che si sia, ma questo sara ornato di oro stridente, et mentre si fara lo tuono, nel finir di quello sia scaricata vna coda, et nel medesimo tempo dato il fuoco al folgore, et fara buono effetto. Ma s’ io volessi trattare di quante cose similimi abbondano, io saria troppo longho; pero faccio fine quanto alla perspettiua.

APPENDIX H
THE GULL’S HORNBOOK

[Chapter vi from T. Dekker, The Gull’s Hornbook (1609). There is no entry in the Stationers’ Register. Editions are by J. Nott (1812), J. O. Halliwell (1862), C. Hindley (1872, Old Book Collector’s Miscellany, ii), A. B. Grosart (1884, Dekker’s Works, ii), G. Saintsbury (1892), O. Smeaton (1904), and R. B. McKerrow (1904, King’s Library; 1905, King’s Classics). I have adopted two trifling emendations; ‘Plaiers are’ for ‘Plaiers and’ in the first paragraph, and ‘Stage, like time’ for ‘Stagelike time’ in the ninth. McKerrow reprints the chapter on the Stage from S. Vincent’s Restoration adaptation of the pamphlet in The Young Gallant’s Academy (1674).]

How a Gallant should behaue himself in a Playhouse.