Col cuore tormentato, Kenniston guardò Hubble mentre ascoltavano il clamore che sorgeva dalla città. Carol parlava e le parole di lei gli giungevano come da una distanza lonta­nissima.

«Non badare a me, Ken! Andrò a casa da sola.»

«Sì» disse Kenniston. «Temo che dovremo correre su­bito dal sindaco. Rimani in casa, Carol, lontana dalla strada.»

La baciò rapidamente sulle guance e si volse, camminan­do in fretta. Avrebbe voluto accompagnarla, ma non c’era tempo da perdere. Hubble si era già incamminato verso il Municipio e Kenniston lo raggiunse.

Incrociavano ora migliaia di persone che andavano in sen­so opposto, verso la porta della città. Quelle persone erano spaventate, bellicose, con gli occhi troppo accesi, le voci troppo alte. Kenniston e Hubble correvano, ormai, ma anche così facendo ci vollero alcuni minuti per raggiungere la piaz­za di fronte al Municipio. Mentre l’attraversavano, alcune jeep cariche di guardie nazionali partirono dal palazzo del Municipio e si avviarono a tutta velocità lungo il viale. Gli uo­mini sulle jeep erano imbacuccati fino agli occhi.

«Ecco, vanno fuori della città» gemette Hubble. «Che cosa avrà combinato, quell’idiota?»

Salirono di corsa le scale dell’edificio. Nella sala del consi­glio trovarono il sindaco insieme a Borchard, Moretti e la maggior parte degli altri consiglieri.

Garris camminava su e giù, col viso chiazzato di rosso, gli occhi scintillanti per quel coraggio improvviso, nato dalla paura, da cui si sentiva pervaso. Si volse a Kenniston e Hub­ble, mentre questi entravano, e c’era nel suo sguardo una cu­riosa espressione vacua, una specie di assenza della ragione che fece perdere a Kenniston anche la poca speranza che aveva.

«Così, vogliono mandarci via per forza dalla Terra!» esclamò Garris. «Ebbene, la vedremo! Vedremo se ce la fa­ranno e fino a che punto potranno andare.» Aveva la voce tremante. Le sue mani grassocce erano strette per la dispera­zione. «Ho fatto riunire tutte le unità della Guardia Nazio­nale e... avete visto quelle jeep? Sono dirette alla vecchia Middlestown, per portare qui i cannoni che abbiamo nell’ar­meria. I cannoni, Hubble, i cannoni! Questo è l’unico modo per mostrar loro che non siamo uomini che si lasciano sbale­strare qua e là come trottole!»

«Siete pazzo!» gridò Hubble. «Ecco cosa siete, un pazzo!»