L’uomo più vecchio gli rispose con voce calma: «Non vi è alcun bisogno di parlare con arroganza. Sì, siamo noi, quel Comitato.» Poi, guardò Varn Allan. «Credo, Allan, che, siccome una interruzione vi è stata, sarà bene che veniamo subito a un chiarimento.»

Varn Allan scosse le spalle, e Lund sorrise apertamente.

«Mi spiace molto» proseguì Kenniston «ma non c’è tempo per le cortesie. Fra pochi minuti gli abitanti della mia città faranno fuoco sulle vostre navi spaziali. Non voglio che questo accada. Non voglio che la mia gente sia uccisa, e nem­meno la vostra.»

«Non vi saranno uccisioni» rispose il vecchio. «Il rag­gio paralizzante, usato a piena potenza, può immobilizzare, senza alcun pericolo per nessuno, tutta la popolazione della vostra città.»

Kenniston scosse il capo.

«Questo è solamente un rinvio. Quando riprenderanno conoscenza, riprenderanno a combattere. È proprio questo che voglio assolutamente farvi capire. Finché il mio popolo vivrà, combatterà per rimanere sulla Terra!»

L’accento di verità, in quel grido appassionato parve tur­barli profondamente. Questa volta l’umanoide dalla criniera bianca intervenne e disse lentamente:

«Questo può essere vero. Anche taluni del mio popolo serbano tuttora un illogico attaccamento al loro pianeta.»

Lund parlò allora, con quel suo tono ironico e deferente a un tempo: «È proprio il punto di logica psicologica che ho cercato di far capire all’amministratrice Allan.»

«Se avete un suggerimento da dare, mi piacerebbe udir­lo» disse Varn Allan, gelida.